Mescoliamo le carte Entro due anni la “Riforma della Pubblica Sicurezza”


Mescoliamo le carte

Entro due anni la “Riforma della Pubblica Sicurezza”

Saranno solo due anni, secondo le recenti dichiarazioni del Ministro degli interni Roberto Maroni, il tempo che ci separa dalla prossima rivoluzione della Pubblica Sicurezza, la legge 121/81 pietra miliare dell’attuale organizzazione della Pubblica Sicurezza, verrà, come ha detto il sig. Ministro, “Attualizzata” e non rivisitata o rivoluzionata; una dichiarazione che può convincere certamente gli addetti stampa o i cittadini poco attenti a certe problematiche se consideriamo il fatto che buona parte della legge 121 è a tutt’oggi ancora quasi completamente inattuata .
Una legge quella della “Pubblica Sicurezza” modernissima e attualissima ancora oggi che richiede certamente dei correttivi che, purtroppo, saranno veri e propri stravolgimenti se consideriamo quanto di quella legge non abbia mai visto la vera luce.
Non perderò tempo a esaminare cosa della 121 è rimasto lettera morta si sappia solo che la centrale operativa unica della FF.PP è già prevista all’interno di quelle norme….e come quella tanti altri validi dispositivi mai visti.
Cosa accadrà quindi entro questi prossimi due anni in relazione alla riforma della 121/81 ?
Un recente articolo del settimanale “Panorama” individua alcuni punti su cui il governo pare stia alacremente lavorando: in prima battuta lo sganciamento della “Benemerita Arma” dal Ministero della Difesa a favore di quello degli Interni e una riforma della “Polizia Locale”, due ambiti che certamente vanno, con questa crisi di liquidità finanziaria, adeguatamente affrontati considerati gli altissimi costi dell’attuale sistema pieno di duplicazioni funzionali.
Uno stravolgimento quello nei confronti dell’Arma dei Carabinieri che andrebbe davvero a modificare degli importanti assetti non di poco conto considerando anche l’ipotesi che, così come riportato da “Panorama”, Generali e alti ufficiali Benemeriti potrebbero andare a ricoprire ruoli chiave che sino ad oggi erano assoluta prerogativa dei funzionari della P.S specie per quanto attiene la “Direzione della Piazza” nei servizi di “Ordine Pubblico” o, più probabilmente, direzioni di uffici di punta come la “Criminalpol” o “DIGOS”.
Importanti uffici, quelli appena citati, che andrebbero a svuotare in qualche modo l’importanza della P.S a favore dell’Arma dei Carabinieri poiché la mancata direzione di tali strutture da sempre in capo ai funzionari della P.S non farebbero altro che aumentare prestigio e “Potere” dell’Arma Benemerita.
Per quanto riguarda le piazze e la gestione delle stesse dubito francamente che arriveremo mai alla completa esautorazione dei Funzionari di P.S a favore di quelli degli ufficiali dei Carabinieri, un compito gravoso e altamente specialistico che, probabilmente, richiede una forma mentis più “Civile” che “Militare” per essere gestito, per non parlare anche delle ragioni storiche alla base di certe scelte che non possono essere ignorate.
Una storia quella italiana che, su alcuni fronti, parla chiarissimo: agli inizi degli anni ’20 vi fu un tentativo da parte del nostro ex dittatore di eliminare la P.S facendo transitare tutto il personale dell’allora Regia Guardia nei ranghi della Benemerita costituendo in seno all’Arma dei Carabinieri “Il Ruolo Specializzato” ossia ex Guardie Regie transitate nei CC.
Esperimento questo che durò il giusto tempo di capire che troppe erano le difficoltà e le differenze con il passato e che l’Ordine Pubblico non poteva essere gestito da un corpo come quello dei CC che, giocoforza, si ritrovò ad avere una ripercussione negativa fortissima in termini di immagine: andare a malmenare in piazza la povera gente che chiedeva un tocco di pane era un colpo durissimo all’immagine della Benemerita.
Immagine quella dell’Arma che, ancora oggi, riesce grazie a questo sottile gioco di competenze e prerogative a rappresentare, in qualche modo, il volto buono di chi fa “Polizia”.
Appare evidente comunque che si stanno gettando le basi per una futura unificazione dei due corpi o comunque si sta valutando un sostanziale rimescolamento delle carte, non dimentichiamoci che attualmente diversi sono gli esperimenti di lavoro congiunto tra Polizie Statali e Locali, un modo questo che serve anche a far acquisire autorevolezza a quest’ultime in una futura e nemmeno troppo lontana ottica di ridistribuzione delle forze di Polizia sul territorio.
E di questo rimescolamento delle carte saranno “Vittime” (??) anche i Carabinieri che, sganciandosi definitivamente dal Ministero della Difesa e finendo sotto la direzione dei Prefetti potranno trovare certamente l’opportunità di lavorare più a stretto contatto con i Poliziotti dello Stato, in una promiscua ottica di unificazione che, un giorno, in maniera meno traumatica rispetto agli anni ‘20, potrà far arrivare ad avere un’unica Polizia Statale con diverse realtà territoriali che, nel frattempo, avranno definitivamente sostituito sul territorio gli attuali presidi presenti.
Ogni comune, un giorno, potenzialmente, potrà avere la sua “Polizia” accantonando, forse, l’attuale modello che vede l’Arma dei Carabinieri unico vero presidio di Polizia presente in maniera capillare lungo tutto lo stivale.
Una rivisitazione questa, così come pare palesarsi, che potrà avere veri riflessi positivi solo se le molte “Baronie” presenti nei palazzi dei potenti verranno messe da parte .
La volontà di “Rimescolare le Carte” appare evidente da anni, esempio sono i frequentissimi servizi congiunti con le “Polizie Locali”; il prossimo passo, che sembra coinvolgere la “Benemerita Arma”, sembra essere la naturale prosecuzione di questa lenta e inesorabile riorganizzazione.
Vi è però da rilevare una cosa, purtroppo, che come in ogni grossa rivoluzione o “Razzionalizzazione”, come amano chiamarla i nostri governanti, esiste sempre una parte “Perdente” che andrà in qualche modo ad essere penalizzata; da una rapida disamina dei futuri eventi, così come prospettati da “Panorama” la parte a perdere sembra essere proprio quella in seno alla “Polizia di Stato” che, forse, vedrà più “Generali” che “Funzionari” ai vertici dei suoi più prestigiosi uffici così come accaduto qualche anno fa nella vicinissima Austria che, all’atto di sciogliere la Gendarmeria ha visto gli “Ex” militari favoriti dal Governo nell’assegnazione dei posti di comando più prestigiosi.
La strada è ancora lunghissima ma il sentiero pare, per certi versi, ormai tracciato

Michele Rinelli – Poliziotto 05/09/2009