«Noi, poliziotti dentro la tragedia:tra fumo e urla disperate» «abbiamo salvato 400 persone»


«Noi, poliziotti dentro la tragedia:tra fumo e urla disperate»
«abbiamo salvato 400 persone»

Sabato 04 Luglio 2009

Ore 23.45, sto per smontare,mando messaggio ai colleghi della volante che sta rientrando: «Vado a farmi una birra alla faccia vostra». Suona il telefono, una donna mi urla: «Aiuto aiuto, in via Ponchielli c’è una fortissima puzza di gas mandate qualcuno». Le dico signora chiami il 115 e nel frattempo io chiamo i vigili del fuoco. Arriva il collega, siamo in tre ho il telefono in mano, guardo verso i monti di Massarosa, diventano tutti rossi. La volante da 5 km di distanza mi chiede cosa sta succedendo: hanno visto un fungo gigantesco e poi fiamme altissime, ma pensavano fosse la cittadella del carnevale. I telefoni iniziano ad impazzire tutti chiedono aiuto e dicono di un gigantesco incendio. Con la volante andiamo verso la stazione facendo tutto viale in senso unico, passiamo la stazione e ci fermiamo a cento metri dall’inferno.
Siamo noi 2, 2 carabinieri, Landucci arrivato in bici e due colleghi in borghese.

Dalla parte opposta arriva un camion dei pompieri, tre salgono sulla passerella di ferro che sta bruciando.
Davanti a noi tre cassonetti in fiamme, auto che bruciano, i cavi del telefono sopra e davanti a noi tutti in fiamme, i tralicci della corrente idem, il palazzo davanti al muro della stazione con il fumo che esce dalle finestre.
Mi tiro su da una canala per vedere al di là del muro della stazione: fuoco, fuoco dappertutto, fumo nero, case in fiamme in via Ponchielli.
Vedo qualcosa di nero e grosso che fuma a 200 metri sui binari, “un vagone”, poi con la luce del fuoco che, aveva avvolto ogni struttura, vedo un serpentone di vagoni alcuni posti di lato, finalmente il cervello risponde agli occhi: sono ferrocisterne… e sono tante! salto dal muro.
Dietro di noi 3 – 400 si ammassavano tutti curiosi con i telefonini, un ferroviere mi urla che la casa dalla cui canala mi ero issato sta bruciando, con gli altoparlanti iniziamo a urlare a minacciare i presenti, cerchiamo di farli arretrare.
Il collega urla: «Ci sono 5 o 6 persone in strada che stanno bruciando.. ci sono bimbi bruciati!!!».
Dobbiamo attraversare il fuoco, 5 macchine bruciano e potrebbero esplodere, noi con le nostre sole camicine addosso.
La nostra priorità è cercare di metter in sicurezza più persone possibili, con la forza della disperazione iniziamo a spintonare a far finta di investire la gente con le due auto sirena altoparlante urla e riusciamo a farli arretrare di 100 metri.
Ore 0.15 arrivano altre due auto, già alcune ambulanze erano sul posto, la gente relativamente distante.
Incrociamo una macchina, il passeggero si sbraccia, la macchina ha le 4 frecce e va in senso opposto alla nostra.
Vedo che dietro hanno un fagottino nero in braccio.
E’ un bimbo bruciato…testa coda, inverto la marcia sorpasso l’auto e gli facciamo da staffetta fino all’ospedale.
Chiedo lumi ai pompieri mi dicono che è esplosa una cisterna di Gpl, ma ce ne sono altre 13 e non sanno come andrà a finire…

Luca Batori, commissariato di Viareggio, anche a nome di Alessandro Landucci, Luca Cortopassi, Stefano Mommio, Alex Morelli, Carlo Ponti, Claudio De Francesco, Sabrina Rossi, G.Luca Lombardi, Guido Chiama, Fabrizio Armonico… e tutti gli altri

Fonte:http://sfoglia.ilmessaggero.it/view.php?data=20090704&ediz=20_CITTA&npag=15&file=A_352.xml&type=STANDARD