Per colpa di Chi ?


Per colpa di Chi ?

Era scontato l’attacco al Questore di Milano. Ma non per questo meno ingiusto.
Chi come noi Poliziotti conosce certi “meccanismi” e certe “dinamiche” sa bene che c’é sempre qualcuno pronto ad azzannare l’anello più debole per scaricare responsabilità che nascono in ben altri ambienti e che sono assai lontani dalle competenze tecniche.
Non mi stupisce che il Ministro Larussa abbia subito puntato l’indice accusatorio contro la Polizia nella persona del Questore per i fatti occorsi in danno del Presidente del Consiglio.
Per onor del vero non é stato l’unico, altri si sono distinti in questo senso, per esempio il ViceSindaco meneghino De Corato il quale da tempo si distingue per le sue velleità da miniquestore tanto che viene da chiedersi se non ha sbagliato mestiere.
Non starò qui a tediare con spiegazioni dettagliate su come deve essere effettuato un servizio di scorta, protezione e tutela ad un’ alta personalità dello Stato anche perché é evidente che qualcosa non ha funzionato come doveva a partire dai “tre errori tre” degli addetti i quali, va detto, hanno dalla loro parte una percentuale rilevante di concrete giustificazioni, non fosse altro perché non si può proteggere alcuno che non sia collaborativo.
L’esperienza lo insegna e non é un caso se i migliori Maestri (non Istruttori, Maestri !) del Centro Addestramento più importante della Polizia in materia contemplino solo il “come si DEVE fare” non come nella realtà si fa sapendo che tra il dire e il fare c’é un enorme articolo IL che fa la differenza.
E sto parlando dei migliori uomini che la Polizia ha formato per addestrare i Poliziotti che frequentano il corso specifico, Poliziotti che da decenni addestrano elementi delle polizie e dei servizi di sicurezza di mezzo mondo.
Non sto nemmeno a disquisire se fa differenza che l’attentatore é uno squilibrato piuttosto che un eversivo o un cosiddetto utile idiota o uno la cui mano é stata armata da terzi, non di questo voglio dire ché tecnicamente ma anche “politicamente” non interessa gli addetti ai lavori i quali, però, non sono (non siamo) acritici soldatini di piombo privi di capacità di analisi e di pensiero né ossequiosi emuli di Garibaldiana memoria.
E certo non spetta a me, uno delle migliaia dei Poliziotti italiani che l’hanno conosciuto e “combattuto” sindacalmente (ai tempi che furono), tessere le lodi del dr. Indolfi.
Ma, insomma, una lancia a suo favore mi sento di spezzarla non fosse altro perché é oggettivo che se proprio delle falle ci sono state nella circostanza non sono da ricercare e individuare pretestuosamente nel servizio di ordine e sicurezza, nell’apparato messo in campo.
Piuttosto, l’onorevole Larussa & Co. dovrebbero spiegare com’é possibile che una personalità che é patrimonio dello Stato é scortata da dipendenti privati trasferiti per l’occasione presso i servizi di sicurezza del Paese.
E magari anche dire con quali soldi vengono retribuiti e, perché no, spiegare com’é possibile che in contrasto con le norme che vietano che dei privati possano svolgere servizio di scorta, essi lo espletino per il Presidente del Consiglio della Repubblica.
Sia chiaro, niente di personale contro quei ragazzi, ci mancherebbe, non fosse altro che per una questione di affetto.
Ma mi chiedo se la questione non debba essere sollevata, ben sapendo per esperienza diretta che più é stringente il rapporto tra il protetto e i suo angeli custodi tanto più e difficile che questi possano imporre, come si converrebbe, le giuste regole nell’interesse supremo del Paese.
Certo, offrire le spalle anziché il petto alla folla é un errore gravissimo e chi lo ha commesso sono sicuro che lo sa bene.
Al di là di facili sarcasmi e di scoperte “sconvolgenti” rivelate alla pubblica opinione da cronisti improvvisatisi esperti di scorte di sicurezza c’é una riflessione che mi é crollata addosso nell’immediatezza del fatto e che continuo a fare:
“In quale situazione ci troveremmo oggi se malauguratamente l’esito dell’attentato (si, attentato, perché contro una personalità dello Stato, altro che aggressione !) fosse stato funesto ?”
Non trovo altra risposta se non che saremmo in pieno caos e in una vera e propria guerra civile. E toccherebbe a Noi, uomini e donne della Polizia, delle Istituzioni frapporci per limitare i danni causati dalla Vostra inciviltà. Fratello contro fratello.
Esagero ? Temo di no. Dato il clima generato da tempo.
E certo non dal Questore di Milano del quale in troppi (incompetenti tecnicamente e io sospetto in malafede o comunque affatto intellettualmente onesti), non certo dalla Polizia così invisa al Ministro della Difesa.
Guardino al loro recentissimo ma anche lontano passato, si interroghino, facciano un serio esame di coscienza, lo facciano coloro i quali hanno demonizzato la persona invece che contrastare le idee con argomenti. Fatelo davvero e senza slogan, altro che “senza se e senza ma” !!!
Non si vede all’orizzonte alcun Alessandro Magno, ma nemmeno un Filippo e neanche un Demostene.
Di Aristotele nemmeno a parlarne, la sua anima ancora vaga in esilio. Sarà un caso ?
Signori Onorevoli TUTTI, datevi una calmata che non siete né gli uni né gli altri padroni di niente, nemmeno di quei pozzi ai quali ognuno di Noi singolo Cittadino ha il pieno e assoluto diritto di abbeverarsi senza alcuna istruzione per l’uso che Voi avete avvelenato col seme dell’odio per “eliminarvi” a vicenda.
E non abbiate la pretesa di essere in diritto, a turno, di puntare il dito contro le Istituzioni, piuttosto fate in modo che queste siano i grado di garantire le libertà e i diritti collettivi e individuali così come la Costituzione prevede.
E, da ultimo ma solo perché vi resti impresso nella mente e nel cuore, non sparate al pianista e mettete da parte ogni idea liberticida riguardo alla “rete”.

Salvatore Baiocchi Coordinatore e Ideatore di Poliziotti.it- Poliziotto 17/12/2009