Correre “liberi”…e cadere con onore


Correre “liberi”…e cadere con onore

La velocità, il senso di responsabilità, morire in modo assurdo….basta!!

Quando esci di casa lo metti in conto che qualcosa potrebbe andare storto, forse non lo fai solo tu che fai il poliziotto, lo fa anche il muratore, il minatore, l’autotrasportatore, il ferroviere, in fondo qualsiasi attività lavorativa ha insita in se dei rischi che potrebbero anche impedirti di ritornare a casa.
Quando ti arruoli e indossi una divisa, se proprio devi morire, forse te lo immagini come nei telefilm: conflitto a fuoco, rapinatori asserragliati in banca, ostaggi…. insomma morire con onore, con la divisa indosso facendo il proprio dovere da “Paladino della Giustizia”.
Si, perché forse, per quanto nessuno di noi esca di casa con la paura o la fobia di non rientrare la sera, nessuno mette in conto che spesso il destino si compie nei modi e nei termini più assurdi e che mai una caduta, una svista, un incidente stradale, ci potrà strappare all’affetto dei propri cari.
I mestieri pericolosi sono tanti, non sono certamente solo quelli delle divise ma chi ha una divisa il più delle volte crede che se proprio deve succedere che ci sia un po di onore, un po di azione, che abbia almeno un senso: ecco un senso!!!
Perché recentemente ne muoiono troppi e senza senso!
Gli ultimi a Bitonto (Ba), due colleghi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” di Bari hanno perso la vita in un tragico incidente stradale contro un altra vettura: con onore (forse) senza senso (sicuramente!)
Si chiamavano Epifani Adriano e Gabriele Schino, altri due nomi che si vanno ad aggiungere alla lunga schiera di colleghi caduti nella maniera più assurda e banale: un sinistro stradale.
Una vettura condotta da Mariangela Labianca, anche lei vittima, pare abbia invaso la corsia di marcia opposta alla sua scontrandosi frontalmente con i colleghi a bordo di una BMW con i “colori di istituto”.
Perché ?
Che senso ha ?
Sarebbe stato meglio, che so, un conflitto a fuoco, un accoltellamento, una bomba ?
Non credo che ci sia vero onore nella morte ma è un eventualità che esiste, che dobbiamo mettere in conto tutti, tutti i giorni ma bisogna prima di tutto capire e prevenire perché non si può permettere che si corra incontro a un tragico destino…..annunciato (??!!)
La velocità, di Adriano e Gabriele, è stata probabilmente una delle cause del tragico evento… quante volte noi stessi sanzioniamo gli onesti cittadini per quel pericoloso eccesso ?
Quante volte siamo noi stessi a fare la ramanzina sulla sicurezza stradale per poi lasciare andare via il distratto cittadino che forse, una sanzione, in quel momento, se la sarebbe anche meritata ?
Ed è forse da noi stessi quindi che bisogna cominciare per capire il fenomeno, prevenirlo e aumentare la sicurezza sul lavoro; quella famosa 626 che probabilmente rimane lettera morta non solo per le inefficienze dell’apparato Statale all’interno delle nostre caserme ma anche e soprattutto per la nostra incapacità di rispettare la nostra stessa incolumità quando siamo alla guida di potenti mezzi a motore che lo stato ci mette a disposizione.
Quante volte ancora è necessario ribadire che la cintura di sicurezza salva la vita ?
Chi ci convincerà che di questi tempi non sarà la cintura slacciata a salvarci da un ipotetico conflitto a fuoco improvviso ?
I dati sono chiari, dal 2000 a oggi gli incidenti stradali in servizio sono la causa principale di decesso durante l’orario di lavoro: quante vite si sarebbero potute salvare se la cintura di sicurezza fosse stata sempre allacciata ??
Perché negli stati uniti, che fanno scuola da sempre, tutti gli operatori viaggiano allacciati alle cinture ? (e dire che li si spara praticamente tutti i giorni!)
Quanti colleghi sarebbero tornati a casa se non avessero abusato delle facoltà previste dalla legge in relazione all’uso delle cinture di sicurezza sui veicoli in servizio di emergenza ?
Tranquilli, nessuno pensa che ci sia scritto “Parmalat” su quelle fiancate (i colleghi sanno bene a cosa mi riferisco) ma su quelle fiancate esistono delle responsabilità molto più grandi di quanto quelle fiancate potrebbero contenere per iscritto.
Responsablità: quella della nostra vita, quella degli altri, quella di tutti i cittadini che quando ci vedono passare con il rosso sperano davvero sia per qualcosa di urgente e non per andare a prendere un meritato caffè!!!
Non vi è onore nella morte, vi è onore nel servizio, nel nostro lavoro e se per esso perdiamo la vita allora è giusto essere portati ad esempio ma….imperativo e tutelare la nostra incolumità e quella dei nostri concittadini con tanta responsabilità….senza correre ingiustificatamente!
…basta solo riflettere…e non crediate che sia senza peccato!

Onore ad Adriano e Gabriele.

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Michele Rinelli – Poliziotto 27/09/2010