Dove si compra il rispetto ?


Dove si compra il rispetto ?

– dopo le “Panzonate” dell’ On. Brunetta arriva “L’alcolemia” dell’On. Gasparri –

Assistere impotenti alla negazione dello Stato credo sia la più grande sconfitta dei padri costituenti la Repubblica perché, da anni ormai, frange “estreme”(??) delle istituzioni si fronteggiano sempre più a colpi sempre più duri.
Avvisi di garanzia contro decreti “salvatutto”, Procura di “Roccasecca” contro quella di “Roccabagnata” , bianchi contro neri, guelfi contro ghibellini, Polizia contro Carabinieri e chi più ne ha più ne metta….insieme ai Panzoni di Brunetta!!!! (ci stava bene la rima!)
Perché non so se qualcuno si è accorto ma le guerre intestine allo Stato si muovono compatte, per assurdo, giorno dopo giorno; demolire pezzi di se stessi pare essere il vero motore pulsante della rinata “Seconda Repubblica” (speriamo nella Terza a questo punto!!)
Ed in tutto questo caos il concetto di vita latitante è uno ed uno solo: IL RISPETTO!
Ad alcuni potrà sembrare inutile e banale, ad altri potrà sembrare una parola effimera e vuota, piccole nicchie di individui forse riescono ancora a saggiarne il vero significa ma il concetto di rispetto è un buon decennio che via via, in Italia, nel panorama istituzionale, risulta essere latitante.
Quale Ministro si sarebbe mai permesso di definire una pluralità di lavoratori, servitori dello stato, in uniforme e che allo Stato hanno giurato fedeltà “Panzoni” ?
Quale esponente politico si sarebbe mai azzardato a esaltare, ridicolizzando l’altra parte, definendo la Polizia di Stato “Una 500” e i Carabinieri “La Ferrari” ?
Quale uomo di potere si sarebbe mai permesso di dare a un uomo delle istituzioni, un alta carica dello stato, un Questore, dell’”Etilista” solo per aver fatto e detto ciò che il suo status di appartenente a un istituzione al di sopra delle parti impone ?
Parole, concetti ed espressioni che nella “Prima Repubblica” mai sarebbero stati espressi, esternazioni che “Un Brunetta”, “Un La Russa”, “Un Gasparri” non si sarebbero mai e poi mai avventurati a esprimere perché, una volta, vi era garbo, intelligenza e rispetto del cittadino e delle istituzioni facenti parte l’apparato democratico del paese.
Sulle “Panzonate” di Brunetta si sono consumate chilometri e chilometri di parole, su quelle di La Russa i chilometri li ha fatti la sua “Ferrari” ma la 500 non si è comunque fermata assicurando, alla giustizia, dopo le sue parole, fior fior d boss della mafia a dimostrazione che non è la qualità “costruttiva” o la velocità massima della colonna militare a fare la differenza quanto l’anima propulsiva viva e attiva al suo interno.
Per quanto riguarda invece le passioni “etiliche” del Questore di Roma, recentemente espresse dal Signor Onorevole Gasparri sulle cifre della mega manifestazione del sua partito a Roma, è bene dire che di solito, gli ubriachi ci vedono doppio e che se il signor Questore, fosse stato ubriaco avrebbe detto, probabilmente, che i partecipanti erano tremilioni….l’alcol fa brutti scherzi!!!!
Non è possibile continuare su questa linea, non è tollerabile sentire esponenti di governo scendere a tali bassezze pur di far credere all’opinione pubblica di aver a che fare con degli esponenti di un governo “Del Fare”, non è possibile perché il rispetto a loro dovuto da chi indossa un uniforme deve essere adeguatamente ricambiato e che la “Machiavellica” definizione del “Fine Giustifica i Mezzi” appare ogni giorno di più come la sconfitta della democrazia a favore di un evidente e sempre più palpabile “Oligarchia Democratica” .
Non è accettabile ricevere insulti di questo tenore e poco conforto arreca la difesa del sig. Ministro Roberto Maroni che ha ricordato al suo alleato politico che le Questure e il Ministero degli Interni sono luoghi dove operano persone che “Sanno il fatto loro”.
Sig. Ministro chi scrive sa bene ciò che lei ha ricordato ma non è il concetto ribadito che andava da lei esternato ma andava evitato a priori l’accostamento di abuso alcolico alla figura del Signor Questore di Roma.
Determinati attacchi offendono, allontanano, minano il rapporto di fiducia tra cittadino e classe politica ma quando un poliziotto è anche cittadino con che animo andrà alle urne quando non passano tre mesi che una qualche offesa, più o meno diretta, arriva verso chi indossa la nostra uniforme ?
Con che faccia chiedere un voto quando esponenti di governo insultano chi quel drappo lo indossa con onore e sacrificio ogni giorno ?
Quotidianamente sopportiamo carenze strutturali, di forniture, di mezzi, spesse volte sopperendo di tasca nostra alle mille carenze che i tagli e la razionalizzazione hanno imposto, come facciamo però, se andiamo avanti così, a sopperire alla mancanza di rispetto verso le persone che indossano la nostra divisa?
Signor Ministro Maroni, una risma di carta la posso acquistare io per lavorare e non perdere la faccia verso il cittadino, un computer posso anche recuperarlo in qualche modo per lavorare più veloce e meglio, ma il rispetto della classe politica verso il nostro lavoro, la nostra istituzione, la nostra uniforme, saprebbe dirmi dove poterla andare a comperare ?
Se dovesse mai saperlo non le sarà difficile contattarmi.

Michele Rinelli – Poliziotto 23/03/2010