Eroi dimenticati… e suicidi


Eroi dimenticati… e suicidi

-Il Sovrintendente Fortunato Bruno suicida; arrestò tragicamente Nadia Lioce insieme ad Emanuele Petri –

Se c’è un qualcosa dove ogni individuo è davvero uguale all’altro, questa, è la morte!
Non passa mese, ormai, che la Polizia di Stato non abbia da annunciare un lutto in cronaca; da gennaio non passano mai più di trenta giorni che un fratello di giubba non abbia da riempire tragicamente le cronache.
Uno stillicidio continuo e devastante che con il servizio, apparentemente, sembra non avere legami perché un suicidio, purtroppo, rimane troppe volte senza una reale motivazione.
L’ultimo in ordine di tempo è forse un po più speciale degli altri (ammesso che si possa considerare un suicidio qualcosa di davvero “speciale”) perché ha lasciarci per sua stessa volontà è stato Bruno Fortunato.
Perchè “speciale”, qualcuno si chiederà, “speciale” perché non tutti sanno che Bruno era al fianco di Emanuele Petri quel terribile 2 Marzo 2003 in cui, durante una maledetta sparatoria, venne arrestata Nadia Desdemona Lioce, una delle ultime “Perle” del “nuovo” terrorismo nostrano.
Sul quel treno Emanuele ci lasciò sotto i colpi mortali sparati da Mario Galesi, compagno della Lioce; Bruno, al fianco di Emanuele, rispose al fuoco senza riuscire a salvare la vita al suo collega.
Bruno, anch’egli ferito, sopravvisse allo scontro a fuoco ma dopo varie peripezie mediche fu congedato anche perché, forse, rimasto traumatizzato da quell’evento luttuoso schiacciato, probabilmente, da un peso morale che non riusciremo mai davvero a capire.
Non so quanto possa essere opportuno sviscerare in questa sede quello che nella testa del Sovrintendente Fortunato si è affollato in questi anni, non so se il suo congedo sia stato “terapeutico” o un ulteriore sconfitta contro gli assassini di Emanuele Petri; sappiamo però che qualcosa non ha funzionato se l’ennesimo suicidio ha visto coinvolto proprio questo illustre collega.
Chi è quindi, Bruno, diversamente dagli altri?
Bhe lasciatemi dire che Bruno è un eroe insieme a Emanuele Petri, che anche grazie a lui possiamo dire di poter dormire sonni più tranquilli perché senza il loro sacrificio mai saremmo giunti a ricostruire quasi per intero l’organigramma delle rinate “Nuove Brigate Rosse” e, di conseguenza, riuscire a renderle del tutto innocue.
Bruno, probabilmente, è stato messo in ombra rispetto ad Emanuele perché, purtroppo, Emanuele ci ha lasciati durante un operazione di Polizia e forse, Bruno, non si è mai sentito davvero un eroe, perché in fondo, come ha detto e dichiarato più volte, ha fatto solo il suo dovere.
Di questa umiltà, è probabile, qualcuno si sia approfittato, non ha considerato le lacerazioni mentali che un evento traumatico come la perdita di un collega, forse un amico, può comportare.
Di quell’umiltà, non è da escludere, che qualcuno abbia deciso di non curarsene perché è sicuramente più comodo, perché alla fine, lui, in fondo, era ancora vivo ma stava piano piano maturando in lui un male oscuro che andava scovato e curato.
Qualche anno fa si fece molto clamore riguardo alla figura del “PARI”, un collega che, debitamente formato, avrebbe dovuto aiutare proprio chi, come Bruno, potenzialmente poteva covare il “Cancro” del “Male Oscuro”….che qualcosa in questa figura non funzioni?
Forse Bruno, però, aveva bisogno di qualcosa in più, forse Bruno aveva bisogno di un supporto vero e reale da parte di uno specialista e forse, per quella malsana educazione che vede gli sbirri come individui che devono stare lontani dagli specialisti della mente, non aveva mai accarezzato l’idea di poterne usufruire davvero…perché un Poliziotto in cura dallo psicologo è “culturalmente” inaccettabile!
Chissà, magari invece dallo psicologo, Bruno, ci è andato più e più volte …. magari a spese sue e non dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.
Magari Bruno, è stato invece lasciato deliberatamente solo, come lamenta in un articolo apparso sul “Quotidiano Nazionale del 14 Maggio 2006”;( – Clicca QUI per l’articolo -) solo con tante beghe legali, onerosi costi per ottenere un equo risarcimento per le gravissime lesioni subite da quella sparatoria…solo perché, fondamentalmente, anche se “Eroi di tutti i giorni” siamo lasciati soli da uno Stato che di noi, a questo punto, preferisce organizzare solo i funerali di Stato…evidentemente costa meno.
Oggi piangiamo Bruno Fortunato, un eroe non riconosciuto di questa smemorata Repubblica, un collega che ha dato la vita allo Stato insieme ad Emanuele Petri ma al posto di morire con un colpo secco, magari alle giugulari, come Emanuele, è morto piano piano soffocato da chissà quale male della mente che ciascuno, nel proprio piccolo, non è stato in grado di prevenire e curare….
Bisogna fare di più contro questo “Male Oscuro”, bisogna cercare di capire e di curare il “Burn Out” lavorativo, lo stress da evento traumatico, l’emotività di chi quotidianamente è a contatto con le parti più estreme della società, della vera e propria feccia umana.
C’è molto da lavorare in questi termini ed è necessario farlo perché ogni cittadino ha il sacrosanto diritto di avere una Polizia in salute anche e soprattutto nella mente dei suoi appartenenti.
Onore a te Bruno, eroe di questa Repubblica, malato di un “Male” di cui non è ancora ben chiaro come giungere a una diagnosi e a una cura.

Michele Rinelli – Poliziotto 13/04/2010