Il bello piace, l’immagine è tutto!!


Il bello piace, l’immagine è tutto!!

dai “colpi” di Torino…ai di-battiti per Ruby

In questo nostro mondo, in questa nostra società contemporanea una su tutte è la fonte principale di impatto sulla persona: l’immagine!
Spendiamo euri su euri pur di apparire al meglio, rispondenti a certi canoni estetici o semplicemente aderenti a un certo tipo di stile di vita: quello vincente!
Uno stile vincente che spesso è associato alla pochezza di spirito, all’inutilità di un certo esistere, al valore svalutato della vita stessa che si arricchisce di inutili stereotipi tipici di una società, per certi versi, allo sbando.
D’immagine ci nutriamo tutti ogni giorno, belle ragazze, ma anche bei ragazzi, affollano tv, copertine di quotidiani e settimanali: il bello piace, il bello fa vendere il bello è bello e tutti ne subiamo il fascino!
Le Istituzioni oggi vogliono essere “belle”, a memoria non ho mai visto tante belle “Ministre” di governo e negli ultimi anni, sempre a confermare questo trend di bellezza, ogni corso da funzionario di Polizia è sempre più ricco di inimmaginabili bellezze mediterranee che sino a qualche anno fa potevamo vedere solo relegate a certe copertine patinate, sintomo questo che anche la Polizia di Stato, a mio avviso, subisce il fascino della bellezza nelle istituzioni.
Ad essere belli ci guadagniamo tutti perché l’immagine è il vero motore che spinge l’opinione: volete mettere l’arresto del Capo Cosca di turno consegnato alla voce e alla bellezza di una giovane funzionaria di Polizia e non all’attempato ispettorone superiore o a qualche “Primo Dirigente” di lungo corso ?
Mantenerla questa immagine però, costa caro, è difficile, quotidianamente si viene tirati per il colletto all’interno di scandali, tante volte inesistenti, altre volte travolgenti.
Mi viene quindi in mente la strumentalizzatissima notizia apparsa sulle cronache torinesi dove un collega, su facebook, si esaltava di una brillante operazione di servizio dove per arrestare dei rapinatori all’esterno di un ufficio postale, ha esploso diversi colpi di pistola all’indirizzo degli stessi.
Una bravissima giornalista di Repubblica, letta la bacheca dell’”impavido” sbirro, ha confezionato un articolo di discredito nei confronti di quello stesso collega e di tutta la Polizia di Stato, arte questa notissima a tutte le componenti giornalistiche e non solo.
L’immagine di quel poliziotto che sul noto social network evidentemente si qualifica come agente di polizia scredita, perché strumentalizzato, il nostro modo di essere professionisti, ci pone ancora di più, grazie alle moderne tecnologie, in difficoltà nel vivere la nostra vita privata ricordandoci ancora una volta che chi fa questo mestiere deve evitare in ogni modo di mettere in imbarazzo l’istituzione di cui fa parte.
Quel collega che forse voleva solo giocare in maniera puerile con i suoi “contatti” non si è reso conto della potenza di certi mezzi e di quanto sia sempre più facile rendersi protagonisti di inutili imbarazzi ….che dovremmo poi giustificare con chilometri di carte e giustificazioni.
L’immagine, quella della Polizia, è sempre alla mercee di chiunque voglia distruggerla, è semplice farlo direttamente, è semplicissimo farlo indirettamente.
Così come indirettamente, e in buona fede (speriamo), forse ha fatto il signor Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che in una serata ha gettato fango sull’operato di migliaia di poliziotti sparsi lungo il territorio nazionale.
La nota vicenda è quella di Ruby, giovane esordiente nell’olimpo delle stars.
La bellissima Ruby è protagonista di fatti che hanno generato ampie ombre sugli occhi di moltissimi cittadini riguardo il nostro operato, ombre su cui la stessa magistratura ha dovuto fare luce, fatti che di certo non avremmo avuto il bisogno di sentire dato che troppo spesso, anche dove vi è del bene, si cerca solo di trovare del marcio.
La Polizia non è marcia, la polizia spende più per l’immagine che per tante altre cose essenziali al lavoro stesso perché solo con l’immagine si può costruire la buona polizia del futuro (almeno spero sia così).
Nella Polizia c’è del buono, si cerca quotidianamente di fornire al cittadino la fiducia e la certezza che troverà non solo un istituzione pulita ma anche serie risposte alle sue domande e rapide soluzioni ai suoi problemi.
Come si potrà riparare quindi al quel danno d’immagine che quella telefonata ha generato agli occhi dei cittadini?
Perché il Signor Presidente ha messo a repentaglio la serenità di alcuni suoi onesti servitori con quella telefonata?
Per quale motivo gente che mette ogni giorno la vita a disposizione della collettività deve essere messa sulla graticola mediatica, e non solo, per questioni strettamente personali perché, non dimentichiamocelo, il signor Presidente, con Ruby, ci può fare quello che desidera.
Diverso è però se il Signor Presidente, perché è Presidente, mette a rischio la vita professionale di servitori della Repubblica per questioni strettamente e assolutamente private.
Come possiamo non valutare che taluni sforzi profusi per migliorare la nostra immagine possano essere cannibalizzati (anche in buona fede!?) da chi invece dovrebbe fare di tutto per tutelarci ?
Il Signor Presidente, a prescindere dalle idee politiche di ciascuno, è il MIO presidente del Consiglio perché democraticamente eletto e non importa per chi abbia votato alle scorse elezioni….e certe cose dal Signor Presidente io non posso e non devo aspettarmele.
L’immagine è importante, l’immagine è il nostro biglietto da visita, l’immagine è ciò che oggi ci impone sulla scena sociale e culturale ma se il collega di Torino è stato un pò infantile nell’atteggiarsi a “Tex Willer” inaccettabile è , invece, che quella immagine venga a essere deturpata da chi, forse inconsciamente, non si rende conto di essere il Presidente di tutti gli Italiani e di tutti i poliziotti d’Italia.
Speriamo quindi che l’Italia, gli Italiani e i relativi presidenti, imparino presto e bene la lezione.

Commenta nel forum QUI

Michele Rinelli – Poliziotto 4/11/2010