La Mafia è una questione militare!


La Mafia è una questione militare!

A Reggio Calabria arrivano i militari per contrastare la ‘Ndrangheta

Non so sinceramente quale sia il vero pensiero dei cittadini quando di fianco a un “Obbiettivo Sensibile” vedono i colori verde cachi delle camionette dell’esercito italiano rispetto al pensiero che percepiscono quando vi notano invece i colori bianco-azzurri della nostra polizia.
Per carità, ciascuno può pensarla come meglio crede ma da operatore del settore quel verde così “aggressivo” mi mette molta tristezza.
Mi intristisce perché il più delle volte li vedi spaesati, a girarsi intorno a chiedersi il perché di quell’esperienza, di quel servizio, quando il loro addestramento principe è strutturato su scenari di ben altra portata.
Mi intristisce perché una professionalità non si esprime facendo la bella statuina di fronte a un palazzo storico, la sede di un partito, davanti a un tribunale, non è quella la professionalità per cui quei giovani hanno studiato in mese e mesi di duro addestramento.
Mi intristisce e un pò e mi irrita perché qualcuno sostiene che quell’impiego, che raggiunge l’apice dell’assurdo durante i pattugliamenti definiti “misti”, vanno ad alleggerire il carico di lavoro delle Forze dell’Ordine propriamente istituite.
Mi irrita perché chi sostiene quel sollievo mente sapendo di mentire.
Ai militari vanno affiancati i poliziotti o i carabinieri, una pattuglia a fare da “balia” quindi, a onesti lavoratori in divisa verde che non è che abbiano bisogno degli agenti della forza pubblica perché siano deficienti ma semplicemente perché la legge non consente loro di operare in libertà quali agenti di pubblica sicurezza (grazie al cielo, altrimenti altro che dittatura cilena!!!).
Nonostante questo che appare l’ennesima burla di questa politica nostrana, nonostante le voci unanime dei sindacati di polizia che condannano da mesi l’uso improprio dell’esercito, visto anche gli enormi costi di tale operazione, si continua imperterriti a fare onesta e sana propaganda.
Ed eccoci nuovamente ad ascoltare dalle cronache che il governo manderà a contrasto della criminalità organizzata calabrese il glorioso esercito italiano.
Nuovamente insultati, nuovamente offesi, nuovamente inascoltati, noi poliziotti, da questa classe politica che vuole prendere onestamente per i fondelli i cittadini italiani e calabresi.
La goccia che ha scatenato l’arrivo della fanteria militare è stato il ritrovamento davanti al tribunale di Reggio Calabria di un bazooka quale avvertimento per i giudici in prima linea nella lotta al crimine organizzato.
Non so voi ma io mi sentirei offeso da queste decisioni da parte del governo se fossi un giudice di quella procura.
Mi offenderei perché non è di sola presenza sul territorio che vi è bisogno (tra l’altro di militari!) per contrastare la criminalità, vi è bisogno di mezzi, uomini, fondi per rendere fluida ed efficace la macchina della magistratura.
Mi offenderei perché è inaccettabile lo sperpero di denaro pubblico per un presidio fine a se stesso che ha totalmente sapore propagandistico; danaro che potrebbe essere impiegato per nuove assunzioni a favore degli appartai giudiziari e per quelli delle forze di polizia, anche e soprattutto calabresi.
Mi offenderei perché per stanare i veri artefici di queste intimidazioni servono uomini preparati nelle materie investigative che abbiano a disposizioni mezzi seri e fondi adeguati…e non solo quei 40 uomini di rinforzo ai vari uffici investigativi così come ha giustamente disposto il nostro il capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli.
Mandiamo l’esercito perché non abbiamo i fondi ?
Troviamoli!
I modi ci sono, basta volerlo, magari limitando le centinaia di benefit di questa classe politica che non sa fare altro che gettare fumo, specie per quanto riguarda la gestione della sicurezza pubblica, negli occhi dei cittadini.
Finiamola di prendere in giro l’onesto cittadino: le mafie si combattono con serie indagini fatte da seri e validi investigatori con fondi adeguati e processi rapidi, tutto il resto è solo e semplicemente inutile spreco.
Il mio pensiero và quindi alle oneste popolazioni calabresi che possano un giorno liberarsi dalle vessazioni di una criminalità sempre più viva e agguerrita.
…ma con questa classe politica è dura poter pensare che ciò possa accadere.

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Michele Rinelli – Poliziotto 06/10/2010