“L’Homo Tecnologicus” tra “Facebook” e “Stalking”


Amore Criminale!

“L’Homo Tecnologicus” tra “Facebook” e “Stalking”

“Amore Criminale”, era questo il titolo di una trasmissione/documentario che su “RAI 3” ha raccontato le vicende di donne uccise e/o perseguitate da ex fidanzati o aspiranti tali.
Una trasmissione estremamente educativa, un esperienza mediatica che dovrebbe essere ripetuta e anche migliorata nella struttura e nel messaggio che essa può inviare a tutte quelle donne che vivono il dramma di quello che oggi chiamiamo con un inglesismo “Stalking”.
L’estate 2010 di amori criminali ne sta partorendo parecchi, queste settimane caratterizzate da una canicola non indifferente vedono le cronache settimanali piene di amori e sangue.
Cosa accade all’”Homo Tecnologicus” ? (mi si permetta l’improbabile latinismo)
Perché tanto sangue, tanto dolore, tanto senso di giustizia solo nella morte o in quell’ egoistico concetto “O con me o con nessun’altro!” ?
L’ Homo Tecnologicus è , per me in questo caso, colui che utilizza in maniera ossessiva le nuove tecnologie per perseguitare le proprie vittime o per cercarne di nuove: Sms, Chat, Social Network.
L’ultima vittima dell’era digitale si chiamava Chiara Brandonisio, aveva 34 anni e aveva una storia virtuale con un certo Daniele Iania, quello che diventerà il suo assassino.
Cosa accade nel cervello di un “Daniele” quando virtualmente incontra una “Chiara” ? (tutto per ipotesi, è ovvio!)
Probabilmente Daniele vedrà Chiara come il 99% dei “Chatter” della rete (volendo stereotipare al massimo il personaggio): una donna, una preda, una persona che probabilmente come lui vuole solo arrivare a condividere, in primis, un rapporto di tipo sessuale…. perché si sa, noi uomini pensiamo solo a quello e le donne sono tutte “meretrici”!
Come verrà visto Daniele dalla sua vittima ?
Guardando il profilo Facebook di Chiara direi come una nuova opportunità di conoscenza, una persona nuova, una ventata di vita, un nuovo interesse.
Quei pochi contatti che ha nel suo profilo danno l’idea di una persona poco avvezza al mondo dei social network, un personaggio forse un pò timido, riservato, che di certo non si rifugia nelle nuove tecnologie per avere una vita ma che al contrario le sfrutta semplicemente per ampliarla e renderla più moderna, più dinamica.
Perché una ventata di novità può diventare, quindi, una gabbia, una trappola, la morte ?
Forse bisognerebbe chiederlo alla povera Chiara, che ora non può più rispondere alla nostre domande.
Potremo provare a chiederlo a Daniele che ora è in carcere per l’odioso delitto perpetrato a bastonate: una ferocia inaudita che evidenzia senza mezzi termini la volontà di uccidere.
La risposta che otterremmo da Daniele, forse, ha radici lontane, ancor prima dell’avvento delle Chat e dei Social Network che non ne sono certamente la causa.
Quelli che “Ben Pensano” demonizzano il mezzo telematico come strumento di socializzazione; chi come me invece attraverso questo mezzo ha conosciuto persone tra le più importanti della sua vita non può certamente condividere quella visione negativa.
Cosa si sbaglia quindi nel gestire i rapporti virtuali ?
Cosa ha sbagliato Chiara (e le tante come lei degli ultimi anni) ?
Non vi è una risposta univoca, chiaramente, le sfaccettature sono tante e i consigli rimangono tali: il mondo è pieno di insidie e la certezza che non vi accadrà mai nulla è come assicurarvi che non vi entreranno mai in casa i ladri se avete una porta blindata.
Chi come me usa, e tante volte abusa, del Social Network per eccellenza “Facebook”, sa perfettamente come fare e cosa cercare per individuare usi, costumi, abitudini, città, preferenze, anche perché, se qualcuno non se ne è ancora accorto, Facebook nasce principalmente proprio per schedarci tutti, per avere più controllo sulla rete internet, il mezzo più democratico che esista e che di conseguenza fa molta paura.
Bisogna essere consapevoli che l’anonimato su Facebook è quasi impossibile.
Come fare quindi per non essere vittime di questo mezzo tanto bello quanto pericoloso ?
Di certo essere donne, su internet, non è semplice, come non lo è di notte in una strada buia di una metropoli; come le api sul miele centinaia di “uomini” bussano alla porta virtuale e provano a conquistare nel miglior modo possibile, come moderni Casanova sempre alla ricerca di nuove avventure e nuove donne da ammaliare. – La seduzione telematica è una vera e propria arte – .
Di certo anche Daniele avrà approcciato così: eleganza, stile, simpatia magari studiando bene i gruppi in cui la vittima si era iscritta così da poter tracciare un profilo di interesse e sapere sempre di cosa parlare e che termini usare.
Chiara, dal canto suo, forse, è rimasta ammaliata, disorientata, piacevolmente stupita, avrà pensato che la tecnologia poteva essere la soluzione alla sua solitudine (momentanea o cronica che fosse perchè nella caoticità di questa società è facile sentirsi tutti un po più soli!)
Una chiacchiera, una risata, una battuta, magari una persona empatica Daniele, una persona che ha studiato bene i “Mi piace” della sua vittima e, quasi con naturalezza, è riuscito a guadagnare la sua fiducia.
La fiducia, una chiacchiera, uno scherzo…..è fatta!
Chiara nel suo profilo, magari per gioco, inserisce che è “Impegnata con Daniele”….è sua!
Daniele la vuole, Daniele è uomo, Daniele è carne…ma Chiara gioca ma non si rende conto che quel numero di telefono, quelle abitudini raccontate, quei luoghi descritti sono semplicemente le sue coordinate, il luogo dove poterla possedere fisicamente…quello che Daniele veramente vuole.
E’ l’inizio della fine o forse il naturale destino di chi, imprudentemente, avrebbe dovuto a sua volta studiare e non semplicemente essere studiata.
Internet è una piazza, un viale, alle volte illuminato alle volte completamente al buio, scoprirsi troppo nel mondo virtuale è come gettarsi in un mare in tempesta senza nemmeno un salvagente.
Come fare quindi ?
Difficile dirlo: vita, umanità, amore significano anche fiducia e condivisione; è necessario certamente blindare le proprie informazioni, i propri profili, le bacheche, non dare la possibilità a tutti di entrare nella propria vita, nelle proprie immagini materiali e mentali.
Utilizzare pseudonimi, magari non da subito, rinominarsi dopo qualche tempo con un “Nickname” per non vanificare il vero scopo per cui nasce Facebook: recuperare vecchie conoscenze e riallacciare vecchi rapporti di amicizia che potrebbero rifiorire.
Molto spesso non è colpa di Facebook ma delle persone che pur sapendo i pericoli del mondo, non di internet che di questo mondo è parte, si mettono li, “per strada”, in balia di chiunque, come se internet fosse una zona franca immune da pericoli…..povere illusi/e!
Un pensiero alle vittime della violenza…sempre inaccettabile, sempre condannabile, sempre da contrastare a prescindere perché essere ingenui o imprudenti non autorizza nessuno a esercitare violenza o uccidere gli altri.
Stiamo attenti e guardiamoci sempre intorno…nella realtà e nella virtualità di tutti i giorni.

Michele Rinelli – Poliziotto 13/07/2010