Li chiamavamo “Vù Cumprà ?”


Li chiamavamo “Vù Cumprà ?”

La lotta all’abusivismo da spiaggia…un problema eterno!

Anche loro sembrano essere parte integrante della vacanza, si muovono talvolta rapidi e decisi, altre volte più stanchi e affaticati, non di rado a gruppi, come mandrie di bufali impazziti capaci di travolgere tutto e tutti come braccati da un pericolo incombente.
Una volta li chiamavamo “Vu Cumprà”, oggi semplicemente “venditori abusivi”, la politically correct imperante, anche nella nostra grammatica, pare che nei loro confronti abbia bandito aggettivi apparentemente inoffensivi: ma negro si può dire o no ???
Arrivano dall’africa nera, quella vicinissima, almeno geograficamente, all’attuale centro del mondo grazie al campionato mondiale di calcio; altri sono del Bangladesh, altri sono cinesi, altri ancora magrebini, altri ancora sono campani e vendono il “Cocco Bello”…. ma quella credo sia un’altra storia!!!
Carichi come i somari hanno piedi che possono raccontare kilometri e kilometri di sole, di caldo, di sabbia, di arsura, mani e schiene consumate dalla fatica, spalle incurvate dalle decine di asciugamani che cercano di vendere, falangi piene di callosità testimoni viventi di improbabili banchetti e bacheche “portatili” da esposizione….che di portatile hanno solo la maniglia e non di certo la grandezza o la maneggevolezza.
Le rughe scavate dal sole possono raccontare la disperazione, la fame, la ricerca di una vita migliore, di una terra promessa che sembra l’America e che invece si trasforma nel peggiore dei loro incubi.
Tra le pieghe di quelle rughe ci sono gli schizzi di un mare, spesso quello mediterraneo, amico e nemico, che per molti di loro è diventato un enorme sepolcro, uno sterminato “cimitero”, una linea di confine tra la miseria certa e la speranza di una vita più dignitosa lontana dalla disperazione, dalla fame e dalla dittatura.
Ben poco sappiamo davvero di loro, molti di quelli che inseguendoli in un uniforme li fanno diventare tanti bufali inferociti, molto spesso, poco si interessano della loro umanità, di chi erano, della loro vita: d’estate certi “lavoratori” non ci devono essere perché danneggiano l’economia, la tranquillità delle spiagge e spesso la salute con quei trattamenti che tutto sono tranne che massaggi.
Pericolosi, quindi, solo in estate, pericolosi per la nostra salute, per la nostra economia, per il normale vivere civile: pericolosi è vero ma non loro ma chi grazie a quelle schiene curve e quelle mani callose guadagna milioni di euro ogni stagione estiva.
Come si contrasta l’abusivismo sulle spiagge ?
Io credo che nessuno abbia davvero trovato la chiave di volta del problema, un comune in particolare si è inventato le “magliette” autorizzate, altri invece “solo” una fortissima repressione che, tante volte, è più pericolosa dell’abusivismo stesso poichè non di rado assistiamo attoniti a bagnanti rimasti feriti dagli ambulanti in fuga che travolgono tutto e tutti.
Ambulanti che, a ben vedere, sono organizzatissimi, con sentinelle e vedette sparse lungo tutta la riviera a segnalare col telefonino i movimenti delle forze dell’ordine.
Tanto per capirci, siamo di fronte all’ennesima situazione dove lo stato non riesce a imporsi con fermezza nei confronti di certi abusi che danneggiano tutti a partire dai consumatori stessi.
Prodotti insicuri, materiali tossici, non di rado le cronache ci mettono in allarme su certi prodotti di un certo mercato parallelo che, se costano quattro soldi, evidentemente, un motivo ci deve essere per forza.
La percezione dei cittadini, poi, è quella di chi non vede nulla di male, di chi sta facendo del bene a dei poveri disperati che si approvvigionano da organizzazioni criminali senza scrupoli legate senza mezzi termini alla mafia, alla camorra, a gente che con quei soldi ci compra armi, droga…e non solo chincaglierie da spiaggia.
Nel recente passato abbiamo visto interi capannelli di cittadini scontrarsi letteralmente con i colleghi intervenuti a bloccare l’irregolare mercato stagionale.
L’altro giorno, al TG, persino il famoso “Mago Forrester” della Gialappa’s minimizzava l’acquisto di certi prodotti…perché, in fondo, i delinquenti veri sono altri.
I mercanti abusivi sono l’ennesima disfatta di una politica sull’immigrazione fallimentare, gestiti da criminali senza scrupoli che fanno soldi sulla pietà della gente e sull’illusione di potersi permettere un capo firmato a poco prezzo ma di qualità spesso pessima e pericolosa per la salute.
E’ necessario quindi riflettere, quando decidiamo di acquistare un occhiale “Gucci”, che di Gucci ha solo il finto marchio, o un Cd piratato.
E’ indispensabile essere consapevoli che quel danaro andrà ad ingrassare i mercati dei signori della guerra o del narcotraffico e che la disperazione di quei “onesti” lavoratori è semplicemente il mezzo per rendere questo mondo ancor più insicuro.
Persone, prima di tutto, uomini che spesso si arrabattano alla meglio e peggio pur di non toccare loro in prima persona armi o droga, gente che una volta giunta sul nostro territorio deve avere il diritto a una possibilità e non costituire facile manovalanza a pochissimo prezzo a favore di gente senza scrupoli.
Individui che se non possono stare legalmente e dignitosamente sul territorio nazionale devono essere rispediti al loro paese, e non mi riferisco di certo ai richiedenti asilo, ma a coloro che comunque nel loro paese godono dei diritti civili.
Come fare non posso saperlo, è alla politica che spetta dare questa risposta….non alla Polizia o a un Poliziotto.
Chi è senza peccato scagli la prima pietra diceva un famoso “profeta”, per alcuni “DIO”, chi di noi non ha avuto un sussulto a vedere certi prodotti ?
…però, a queste cose, dove finiscono certi soldi è necessario pensarci….cominciamo da quello!

Michele Rinelli – Poliziotto 13/06/2010