Nessun protocollo, nessuna fiducia! Come fare ?


Nessun protocollo, nessuna fiducia! Come fare ?

– Aldrovandi Bis – Poliziotto condannato per aver indotto in errore telefonicamente il Pm di Turno –

Vi sono frasi che quando giungono al tuo orecchio lasciano più o meno sempre il segno, modi di dire e di pensare che a distanza di anni assumono sempre più connotazione di assoluta verità.
Sei anni or sono quando da quasi “Agente Scelto” arrivai alle volanti, una collega estremamente preparata e competente, di cui oggi ancora rimpiango insegnamenti e virtù professionali, mi disse senza mezzi termini:”Ricordati che se volevi arrivare in un luogo lavorativamente sereno hai sbagliato reparto!!”
A distanza di anni dopo aver visto quanto sia dura difendersi dalle insidie di un ufficio che tantissimo pretende e troppo poco dà leggere notizie come queste rendono le parole di quella collega estremamente dure e quotidianamente sempre più attuali:

(ANSA) – FERRARA, 5 MAR 2010 – Il Gup ha condannato tre poliziotti per i depistaggi nelle indagini per la morte del diciottenne Federico Aldrovandi in un intervento di polizia nel 2005.
(…) Le condanne, inferiori alle richieste del pm, confermano l’intralcio alle indagini: un anno a M., per aver indotto in errore l’allora pm non facendola intervenire; (..)(ANSA).

Ho riletto più e più volte questa “Ansa”, ho elaborato e rielaborato le mille circostanze in cui ho fatto avvertire il PM di turno di un avvenuto decesso, ho ripensato a tutti gli atti compiuti per addivenire in base alla mie esperienza, alla mia capacità, alle mie e solo mie risultanze di indagine per rendere più completa e oggettiva la situazione a chi, secondo il codice di procedura penale, detiene il “Dominus” delle indagini.
Leggendo e rileggendo quella notizia qualcosa però viene meno, a questo punto, nel rapporto di fiducia tra P.G e Magistratura.
Ogni giorno in ogni parte d’Italia un magistrato viene avvertito per un rinvenimento di cadavere, quotidianamente un magistrato chiede il nostro parere (perché “NOI” siamo la Polizia) su come quel decesso sia avvenuto, ogni volta è implicito da parte nostra la ricerca di qualcosa che possa andare aldilà della semplice causa naturale…ma con Federico Aldrovandi deve esserci stato qualcosa di “diverso”(e qualcuno di noi potrebbe dire il clamore mediatico)…..e molti di noi, ogni giorno, è evidente, sono stati molto fortunati a non aver indotto un magistrato in errore.
Chi non è davvero addentro a certe questioni è chiaro che forse non può capire cosa accade a seguito di un decesso, spessissimo il magistrato, per ovvie ragioni di opportunità, ritiene di non doversi recare sul posto e ogni volta, se nulla vi è di strano, dispone telefonicamente il dafarsi.
Il decesso di Federico si è giocato tutto su delle perizie medico legali, il nocciolo della tragedia si è svolta a seguito di un azione violenta dove l’esito tragico è stato comunque conseguenza di una colluttazione.
Dato che non mi risulta, a memoria, che l’azione cruenta sia stata taciuta al magistrato di turno per quale motivo il collega che si è relazionato con l’autorità giudiziaria è oggi colpevole di averlo indotto dolosamente in errore ?
Quali atti di accertamento in più non compiuti (ammesso che ce ne siano stati) sarebbero potuti essere meglio diretti da un magistrato sul posto ?
Cosa sarebbe cambiato se la morte di Federico si è comunque giocata sul piano strettamente medico legale a seguito di un esame autoptico ?
Tante volte indurre un magistrato a fare o a non fare una cosa è assai imprudente, indispettire un magistrato, Sostituto Procuratore della Repubblica, è una mossa che un intera Questura può “pagare” in termini di rapporti istituzionali per anni; considerato che il loro ruolo è estremamente forte e delicato allo stesso tempo come ci si potrebbe mai permettere di forzare un magistrato a giungere sul posto se questi esprime fiducia(??) nell’operato della P.G ?
Perché far pagare l’imperizia espositiva a titolo di dolo a un operatore di Polizia, di cui non riesco francamente a credere abbia fornito, li per li, elementi oggettivi e volontariamente, che potessero indurre il PM a non intervenire sul posto ?
Non è forse necessario, dato che i segnali di sfiducia nei confronti della PG da parte della magistratura sono ampi in moltissime parti d’Italia, cominciare a stabilire protocolli operativi così che nessuno possa o debba prendersi eccessive colpe ?
A me non risulta che un magistrato debba intervenire su un intervento di qualsiasi natura esso sia ne che la PG possa imporglielo così come mi sembra assolutamente incredibile che la colpa sia solo ed esclusivamente della parte operativa e non di quella dirigente le indagini.
Come si può quindi essere sereni di ciò che si fa durante il servizio se si può essere incriminati e condannati per non aver “costretto” il PM a giungere sul posto ?
Dovremo forse, tristemente, metterci nelle condizioni di registrare ogni volta le telefonate con i magistrati di turno per evitare spiacevoli equivoci che porteranno NOI e solo NOI a pagare per colpe che saranno sempre e comunque NOSTRE ?
…e se qualcuno legge e non si spiega perché c’è tanto disinteresse da parte di taluni operatori su strada nell’affrontare con forza e determinazione il proprio lavoro…credo che a seguito di certe notizie, forse, potrà anche giustificarci.
Un pensiero a Federico, ai nostri colleghi e a tutti coloro che non avranno mai, comunque, vera giustizia ….perchè quando una vita si spezza così tragicamente non vi potrà mai esserci vera giustizia per tutte le parti coinvolte, a qualsiasi modo e a qualsiasi titolo.
Altri giudizi su questo ennesimo capitolo li lascio al singolo lettore….ma essere sbattuti così, in balia del “Vento”, credetemi, farebbe perdere la voglia di lavorare anche al più strapagato degli operai specializzati.

Michele Rinelli – Poliziotto 06/03/2010