159 anni di storia, insieme all’Italia e ai suoi cittadini


Auguri alla Polizia di Stato

159 anni di storia, insieme all’Italia e ai suoi cittadini

Auguri a Noi, che all’Italia abbiamo giurato fedeltà e rispetto.
Auguri a Noi, che ai cittadini cerchiamo ogni giorno di offrire un servizio.
Auguri a Noi, che tra le mille difficoltà in cui versa questo nostro BEL PAESE , nonostante tutto, ci adoperiamo per offrire ai cittadini, che ci amano nelle fiction e ci odiano nelle piazze, la possibilità di poter manifestare liberamente il proprio pensiero.
Auguri a Noi e alla nostra giubba che tanto sangue ha dato alla bandiera italiana e a nessun ‘altra. Solo al tricolore, perché solo quello per Noi esiste, solo il tricolore è il nostro simbolo, la nostra vera e unica passione.
Auguri a Noi e alle nostre famiglie, che devono subire i nostri orari, le nostre preoccupazioni, i nostri improperi, le nostre delusioni per quel lavoro che tanto amiamo e che spesso non ci ripaga con altrettanta passione.
Auguri alla Polizia di Stato, uno degli ultimi capisaldi di quello Stato che nel pensiero di moltissimi si vorrebbe demolire.
Sono 159 anni che presidiamo il territorio, dalle Alpi alla Sicilia, passando dalla Locride fino alla Barbagia, una tra le poche istituzioni che esistono da quando esiste l’Italia, quel Paese che nel bene e nel male ancora tanto amiamo.
In questi giorni di festa e giubilo, tra fasti e lustrini, tra piccoli e grandi sprechi dove tante volte viene il dubbio che si celebrino banchetti più per i potenti che per i poliziotti e i suoi concittadini ….. le parole si sprecano e le ipocrisie aumentano così come la voglia di qualche “Vaffa” di “Grilliana” memoria.
Sia chiaro, non sono contrario alle celebrazioni di questo genere, sono fondamentali momenti di incontro tra l’istituzione ( nel senso ufficiale del termine), i suoi appartenenti e i cittadini: guai se non si celebrassero ricorrenze come questa.
Vi è però un comune pensiero tra molti colleghi: troppi sono gli elementi che danno una visione distorta del nostro mestiere in queste occasioni.
Durante tutto l’arco dell’anno le fiction ci raccontano di una polizia efficiente, piena di mezzi, che arriva sempre all’obiettivo, per non parlare delle quotidiane conferenze stampa che ogni giorno vedono protagoniste le 108 Questure del Paese ma che mai raccontano di quanti “supporti materiali” siano stati pagati dal personale di tasca propria per raggiungere taluni risultati.
Conferenze stampa che sono vere e proprie celebrazioni tra le istituzioni e i responsabili di quello che una volta si definiva “Il Quinto Potere”.
Uomini e donne, i giornalisti, che assolvono egregiamente alla funzione propagandistica necessaria alla Polizia per affermare il suo giusto e sacrosanto ruolo all’interno della società ma che di certo interesse non hanno a far capire sempre le vere difficoltà che stanno alla base di certi ottimi risultati.
Vi è quindi, per questo, una strisciante disaffezione all’interno della Polizia per queste celebrazioni. Tante volte per parteciparvi è necessario comandarli di servizio i colleghi, tanti addirittura ritengono l’essere pubblicamente premiati una scocciatura perché, in fondo, lustrini e paillet , quando molte cose mancano, sono ritenute irrispettosa ipocrisia nei confronti del personale che ogni anno getta il sangue sulla strada e che di più non può fare perché mancano proprio quelle risorse che, in occasione delle feste, il cittadino non può e, giustamente, non deve percepire.
In fondo chi di noi, quando ha ospiti a casa pur versando in uno stato di indigenza, non tirerebbe tutto a lustro per salvaguardare la propria dignità e per rispettare l’ospite… che in questo caso è il cittadino ??!!???
Rispetto per le istituzioni deve giungere dall’interno delle stesse istituzioni di rango più alto, se questo non giunge vero e sincero è chiaro che il “Collega” obbligato per servizio a presenziare alle celebrazioni vedrà tutto quel fasto un insulto alla sua persona, al suo lavoro e sopratutto un insulto nei confronti di quei colleghi che per le istituzioni hanno dato la loro stessa vita.
Mi sono emozionato a vedere Piazza del Popolo a Roma coi colori cremisi così come ancora mi emoziono quando in colonna ci muoviamo coi lampeggianti accesi nella notte ma anch’io, in fondo, mi rattristo a pensare quanto questa nazione avrebbe bisogno della Polizia di Stato, quanto i cittadini meriterebbero un istituzione quanto più organizzata e funzionale a costo di rinunciare, per qualche anno, alle migliaia di euro che queste celebrazioni assorbono.
Il Ministro Maroni, nel suo discorso in occasione del 159° anniversario di Fondazione della nostra Polizia ha annunciato che a Giugno istituirà una Commissione per rivedere e riformare “la riforma”; la famosa legge 121/81 che ha dato l’attuale assetto al comparto sicurezza.
Una Commissione che mi spaventa in relazione al futuro del nostro glorioso Corpo, mi spaventa perché se un Ministro della Repubblica, responsabile della sicurezza interna del paese, esalta le Polizie Locali (ex Vigili Urbani) all’interno di un contesto di festa che dovrebbe essere di esclusiva esaltazione della POLIZIA DI STATO….se questo ha fatto, così come le mie orecchie hanno ascoltato, nulla di buono, purtroppo, potrebbe profilarsi per noi.
Comunque la si voglia pensare sono 159 anni che siamo al servizio del cittadino, a difesa delle istituzioni democratiche per il mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica….e 159 anni non sono due giorni….e quindi W la Polizia di Stato, Onore ai nostri caduti e al Sacro TRICOLORE!

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Michele Rinelli – Poliziotto – 21.05.2011