Burn Out questo sconosciuto….


Burn Out questo sconosciuto….

La nostra professione è per un verso appassionante, per un altro stressante. Fattori di stress continuo, durante il nostro impegno quotidiano in difesa della società, possono essere il costante aumento della criminalità, cui a volte soccombiamo, un trauma fisico o mentale o semplicemente il disagio di non sentirsi impiegati al meglio. Questi fattori, possono deteriorare lo stato psico/fisico di ognuno di noi. A questa situazione dobbiamo reagire al meglio, pena in caso contrario finire vittime del Burn Out lavorativo. Il Burn out lavorativo se sottostimato, conduce inevitabilmente verso una situazione stressoria che in molti casi può degenerare, finendo con la morte del soggetto stressato. Morte che in molti casi arriva per suicidio se non per altre cause. Come possiamo ovviare a tutto questo e difenderci ? Prima di tutto dobbiamo capire quali sono i sintomi stressori che possono condurci verso la “fase di allarme” o fase intermedia dello stress. Capire attraverso l’analisi di alcuni fenomeni diversi dal nostro agire quotidiano che si rivelano veri e propri campanelli d’allarme al fine di farci alzare il livello di attenzione, ma che noi spesso dimentichiamo. Un esempio potrebbe essere il cambiamento delle abitudini del sonno. Se dopo un’intensa giornata lavorativa, come molte delle nostre sono, notiamo o osserviamo anche con l’ausilio dei familiari dei cambiamenti effettuati durante le ore dedicate al riposo notturno, dobbiamo iniziare a recuperare quelle informazioni che hanno deciso questo cambiamento. Quali sono state le cause che hanno modificato il mio modo di dormire? Quale il motivo per cui dormo sempre meno di notte magari alzandomi disturbando anche il resto della famiglia? A cosa è dovuto questo cambiamento? Tutte queste domande se risolte possono essere una soluzione immediata ed anche incisiva per non cadere nel Burn out. Ho elencato volutamente un “leggero” momento di tensione che possiamo subire, ma possono essercene altri ed anche più pesanti cui magari il nostro corpo e soprattutto la nostra mente non riescono a rispondere con la dovuta forza. Che cosa fare? Prima di tutto parlarne. Importante è parlarne, non somatizzare nulla ed esternare con chi meglio credete, il vostro disagio. Che sia un parente, un amico, un’amica dovete assolutamente sfogare il vostro disagio perché la nostra professione conduce purtroppo anche su terreni molto scivolosi come lo stress. Secondo punto importante per non cadere vittime del Burn out è coltivare altri interessi, svolgere attività esterne che distolgono la mente da tutti quegli aspetti negativi che a volte il nostro lavoro ci mette davanti agli occhi. Quanti di noi magari hanno fatto qualche intervento a seguito di un incidente stradale con vittime? Bene quella visione di corpi lacerati da lamiere contorte non è certo uno spettacolo rilassante, può con il perdurare della visione condurci in uno stato di emotività elevato che ci disturba. Ecco che bisogna reagire, bisogna fuggire – non per vigliaccheria – da questa situazione per recuperare quell’equilibrio mentale per lavorare al meglio gli altri giorni. Una condizione lavorativa migliore oltre ad esser un nostro diritto è anche una situazione performante eccellente che ci lancia verso quella professionalità che ci distingue agli occhi del cittadino. Cittadino che ci giudica al primo errore e che per questo motivo non dobbiamo dargli modo di farci giudicare, se non per le ottime capacità lavorative che possediamo .

Roberto Villani – Poliziotto

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