Isterismi….e perquisizioni


Isterismi….e perquisizioni

nessuno è al di sopra della legge !

Non so quale sia la percezione media del cittadino italiano ma quello che vedo in questi giorni, tra decolleté, fondi schiena, minigonne e simili è solo totale isterismo.
Qualche giorno fa il premier Berlusconi si è letteralmente scagliato contro le forze dell’ordine accusandole, senza grossi giri di parole, di aver usato metodi antidemocratici per svolgere legittimi atti di polizia giudiziaria delegati dalla magistratura in una delle numerose questioni che lo riguardano da vicino.
Ieri, quando sembrava che il caso Ruby si stesse alleggerendo dai dirompenti effetti provocati dalle dichiarazioni del premier, ecco spuntare una giornalista de “Il Giornale” tale Anna Maria Greco che sempre a seguito di una legittima indagine e un legittimo decreto di un giudice ha subito una “scandalosa” perquisizione, anche corporale, e come tanti altri, ha gridato allo scandalo.
Non è mia intenzione entrare nel merito delle questioni giudiziarie dell’una o dell’altra parte quello che però voglio che sia chiaro che non è accettabile tanto pretestuoso clamore.
Una perquisizione è un atto invasivo della libertà dell’individuo e come tale garantito da norme giuridiche rigorosissime che traggono ispirazione dalla madre di tutte le leggi: la costituzione.
Una costituzione che in questi termini non lascia adito ad alcun dubbio: senza presupposti, decreti del giudice o pericoli reali nessuno può arbitrariamente subire alcuna intromissione o interferenza nella propria vita con un atto così duro com’è quello della perquisizione.
Ciò premesso mi chiedo come si fa a prendersela in maniera così dura con le forze dell’ordine ?
Come può la più alta carica di governo additare la Polizia Giudiziaria al pari di un organizzazione sovversiva ?
Com’è possibile che le componenti giornalistiche si debbano sentire in dovere di dire tutto, tutto sapere, tutto difendere ma soprattutto sempre attaccare chi semplicemente e in maniera legittima sta facendo semplicemente il proprio lavoro ?
Quanta responsabilità hanno, le stesse testate giornalistiche, nella buona crescita del paese ?
Com’è possibile che proprio gli organi di informazione che della cultura della legalità e della libertà sono portatori primari e principali non debbano serenamente subire il controllo di chi per i medesimi fini sta svolgendo il proprio mestiere ?
Perché vogliamo davvero credere che non esistano giornalisti “corrotti” che vendono la loro dignità umana e professionale semplicemente al primo padrone che li paga di più ?
E di quali garanzie costituzionali dovrebbero godere oltre a quelle di poter liberamente esprimere il loro pensiero ?
Vorrebbero forse, i signori giornalisti, giungere alle loro ottime notizie sempre, in ogni modo, ad ogni costo e con qualsiasi mezzo anche contro la legge ?
Così come il primo ministro della Repubblica dovrebbe essere una persona retta, onesta e umanamente superiore agli altri così i giornalisti nella loro missione dovrebbero perseguire i loro obbiettivi professionali nei modi e nei termini più corretti possibile….e se qualcuno legittimamente, attraverso qualche denuncia, solleva qualche dubbio, come tutti i cittadini non possono non subire le maglie della legge e delle sue sgradevoli procedure.
La verità, purtroppo, è che c’è troppo sporco da pulire, che la dignità professionale e l’onestà intellettuale è una caratteristica rimasta a pochissime persone in ogni categoria e che per il vil denaro, o più semplicemente per il potere, in troppi sono disposti a rinunciare alla loro dignità in ogni senso.
Riflettano quindi tutti coloro che esercitano un pubblica funzione o che verso il pubblico hanno enormi responsabilità, così come i giornalisti; perché nessuno e dico nessuno può mai essere al di sopra di leggi e regolamenti….e chi sbaglia deve pagare e subire anche rigorosi controlli, nessuno escluso!

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Michele Rinelli – Poliziotto – 2.02.2011