L’odore silenzioso della notte.

di Vincenzo D’Acciò (Autore), Fabio Palmieri (foto in copertina) (Collaboratore)

«È la notte la patria indiscussa delle lacrime più brucianti e degli amori più meravigliosi, del sentire più alato e della violenza più inaudita. Come un lupo solitario, Vincenzo è un superstite di mille tempeste e altrettante malinconie, ed offre la sua pelle sotto forma di salvifiche parole a chi incontra». Dalla Prefazione di Mario Sicolo

L’odore silenzioso della Notte MORLACCHI EDITORE

 

 

AL TERMINE DEL SERVIZIO REDIGERE DETTAGLIATA RELAZIONE.

TRENTO. ‘Si lavorava sull’improvvisazionesul geniosull’istinto e anche un po’ sul culo‘, questo il riassunto dell’attività di una volante della polizia e questo è parte di un racconto scritto proprio da un poliziotto. Un passaggio che non si trova nelle ‘relazioni di servizio‘ redatte per obblighi di legge.

“Un modo – spiega Sergio Paoli, agente di polizia classe 1964 e scrittore – particolare di vivere e raccontare gli interventi di una volante della polizia nella città di Trento. Storie vere, dalle quali ho cercato di trarre il lato più umano per svelare un lato nascosto dei poliziotti in servizio”.

Operativo a BolzanoNapoliMilano, TorinoRoma e Trento, Paoli è ritornato sulla scena letteraria con ‘Al termine del servizio redigere dettagliata relazioneIl ritorno” (Qui link, acquistabile tramite la piattaforma Amazon).

E’ un sequel della sua prima fatica, un ‘ritorno’ arricchito da nuovi episodi della vita di un tutore della legge nella nostra città. Fatti t

ratti o ispirati nelle strade cittadine o nei sobborghi del capoluogo. Un romanzo che racconta in chiave narrativa i resoconti delle esperienze più eclatanti, ma divertenti e ironiche, vissute dal protagonista, un autore e narratore, Sergio Paoli.

Si allaccia la cintura e ci si siede dietro “come in una volante da trequelle di una volta“, aggiunge il poliziotto con il vizio di scrivere. Già dal titolo si può percepire una certa nota ironica, come spiega l’autore nel sottotitolo: ‘Impossibile raccontarli nei verbali ufficialiUn peccato non raccontarli dopo‘. E soprattutto non ridere o sorridere durante la letturapiacevole e rilassataMa che comunque offre spunti di riflessione.

raccolte nel libro, autoprodotto (“perché – spiega – la casa editrice aveva sforbiciato un po’ troppo nella precedente pubblicazione”) che hanno trovato spazio in alcune strisce fumettistiche ‘L’ispettore Santoro inI cioccolatini di nonna Agata‘ targate Marco Caldi Claudio Sacchi. Alla base del protagonista, Santoro, c’è proprio Sergio Paoli, mentre i testi sono ovviamente tratti direttamente dalle pagine dell’opera. 

Ma come nasce l’intenzione di scrivere il libro? “Ero un giovane poliziotto – ricorda Paoli – ancora alle prime relazioni, quando presentai al mio capo un rapporto convinto che si sarebbe complimentato con me per la completezza e la precisione”.

E invece. “Accade esattamente il contrario – spiega il poliziotto (ride) -. Il superiore mi rispose che se avessi voluto scrivere un libro avrei potuto farlo, ma che sul posto di lavoro dovevo attenermi alle semplici relazioni di servizio”.

Nasce così l’idea di raccogliere il materiale e tenere da parte le ‘relazioni apocrife‘, come le definisce, fino alla composizione dei due libri. Ma queste opere non raccontano soltanto le vicende, più o meno divertenti, ma diventano un progetto per spiegare la professione.

“Un modo e un metodo – aggiunge Paoli – di sensibilizzazione e informazione sull’essere umano che sta dietro ogni divisa. Cerco di andare oltre la serietà imposta dal lavoro per raccontare uomini e donne che scherzano, ma mostrano emozioni e si commuovono, anche se in servizio”.

Un romanzo che si divincola in uno spaccato della vita notturna, raccontata con passione e ironia. “Non ci saranno sparatorie o scene incredibili da film, ma la verità, quindi qualche scazzottata e qualche corsa a perdifiato, ladruncoli maldestri, amanti traditi, anziane truffate e squilibrati”.

Insomma, un’esperienza coinvolgente e vicina alla popolazione trentina, nella quale la vita quotidiana viene ricoperta da un sottile velo di finzione narrativa che le dona un’interessante sfumatura di irrealtà.

Posizione nella classifica Bestseller di Amazon: n. 286.103 in Libri (Visualizza i Top 100 nella categoria Libri)

Il MARZIALISTA

Una serie di misteriosi omicidi tra Roma e Latina, fino a dentro le stanze del Vaticano. È la trama de “Il Marzialista”, il libro scritto dall’attore e sceneggiatore Salvatore Mayol.

“Il Marzialista” parte dall’omicidio di un ispettore della narcotici. Sulle tracce degli assassini si mettono il commissario Francesco Dentici e l’anziano esorcista padre Santon. In loro soccorso anche Rasael, un giovane maestro di arti marziali che nasconde un Divino segreto. Il legame tra il Vaticano e un manoscritto, una setta satanica con a capo la figura di Admon, impreziosiscono la trama del romanzo.

L’autore, Salvatore Mayol, classe 1980, nasce a Napoli per poi spostarsi a Latina dove ha incontrato Roberto Becchimanzi, direttore del Teatro Tognazzi di Velletri e presidente della compagnia Luna Nova, con il quale lavora per molti anni. Si distingue come cabarettista vincendo diversi premi e rassegne teatrali. Ha lavorato come comico nella trasmissione “Aria Fresca…pensavo peggio” in onda sulle reti Sky.

Scrittore di testi teatrali e sceneggiature, tra cui la commedia “Dialogo con Dio”  la commedia “Il Chianchiere” e la commedia “L’amore non ha…sesso”, oltre agli spettacoli comici “IN – gnorante” e “Poker d’AS…ini”.

È maestro di arti marziali e le sue doti atletiche e attoriali sono state apprezzate da noti registi che lo hanno voluto partecipe in alcuni film d’azione tra cui lo ricordiamo in “The Job” di Molinari e nel ruolo da protagonista in “Dangerous Game” di Paganelli.

FRAMMENTI DI TEMPO PERSO

Stare al mondo, osservarlo con partecipazione, intervenire con decisione per correggerne le storture (per la natura stessa della sua attività professionale).

Leggere e scrivere di questi versi è per me un ritorno a casa. Lontano dalla mia terra (la Puglia) come Vincenzo da diversi anni, senza mai un momento di cedimento rispetto a una nostalgia del richiamo pulsante e sempre viva, vuol dire riaprire un libro mai dimenticato. Uno di quei libri che hai letto d’un fiato ma che non riponi nella tua libreria, continui a tenerlo sul comodino perché sai che lo riaprirai, ne rileggerai qualche pagina. Si scriveva di “nostalgia”.
I “frammenti di tempo perso” che emergono dai versi di Vincenzo non sono pezzi di tempo inutile, bensì tracce di un tempo vissuto intensamente ma che inesorabilmente si perdono nel flusso dei giorni e degli anni delle nostre vite così ansimanti, a volte boccheggianti e inspiegabilmente tristi.
Il tempo che Vincenzo ferma nei versi è tempo pieno, vissuto in un ininterrotto confronto con “i miei pensieri/le mie angosce […] la paura di scegliere e la paura di non averlo fatto […] la paura di perdersi e di non ritrovarsi più” (Rose del deserto).
Informazioni sull’autore
Vincenzo D’Accio è nato il 3 febbraio 1972 a Bitonto, in provincia di Bari. Incline alla scrittura e alla comunicazione sin da adolescente, annota i suoi versi e pensieri su dei diari privati. Ha svolto varie esperienze come redattore sia in radio che scrivendo su giornali locali. Si è laureato in giurisprudenza e subito dopo si è arruolato nella Polizia di Stato. Attualmente lavora presso la Questura di Perugia come Coordinatore Volanti ed è anche segretario Provinciale e vice regionale del Sindacato Autonomo di Polizia.
 

«Una Vita sulle Strade»

Dalla quinta elementare al Cavalierato della Repubblica, la vita di Gino Montagnana e dei suoi 41 anni passati sulle strade, prima come giovanissima Guardia di Pubblica Sicurezza, specialità «Stradale», poi come Autista di Rappresentanza per la Presidenza dell’ENI e poi di nuovo come Agente di Polizia che « riparte da zero » e avanza nella carriera fino a diventare Comandante della stessa Caserma dove aveva cominciato il Servizio da ragazzo…

La passione per le «due ruote» nasce sin dall’infanzia, sulle stradine sterrate di un paesino della Bassa vicentina, ma è durante l’adolescenza che scatta un vero e proprio desiderio di emulazione, quando l’Autore incontra “per caso” due Agenti della Stradale in pattugliamento che lo fermano per un controllo, in sella alle loro magnifiche e invidiatissime «Moto Guzzi 500».

Da quel giorno, un crescendo di esperienze e chilometri «sulle strade » lo porterà in lungo e in largo in giro per l’Italia, prima come giovane poliziotto e autista specializzato, poi come «stradalino» esperto, di stanza nella leggendaria Sotto-Sezione di San Donato Milanese, li dove aveva cominciato da ragazzo.

Dopo anni e anni di duro lavoro e responsabilità sempre maggiori, diventa finalmente Comandante della stessa Caserma sandonatese, riuscendo a raggiungere, insieme alla squadra di oltre trenta uomini (e donne) da lui coordinati, risultati eccezionali nella prevenzione e repressione degli illeciti nella circolazione (e non solo).

La Polizia Stradale vissuta come impegno al servizio del cittadino per la sicurezza di tutti gli utenti della strada, dal pedone al camionista, dal ciclista all’automobilista.

EDITORE CONSULENZEGIOVIALI.IT «Una Vita sulle Strade»