Ite missa (non) est ! (ma c’è un certo Phastidio.net)


La Messa interrotta

(ri)Guardati ! E rifletti !
Credi di aver agito per il meglio e bene ?
Hai ripetutamente interrotto la celebrazione di una Santa Messa, ti sei (certamente in buona fede ma maldestramente) prestato (ingenuamente ?) ad un “gioco” immensamente più grande di te (e di tutti Noi che indossiamo una divisa). Capisci di essere solo uno strumento o sei convinto di aver salvato la Patria ?
Non provi un moto di vergogna per l’arroganza e l’inutile solerzia, per una certa fastidiosainvadenza ?
I tuoi diretti superiori ti segnaleranno per essere insignito o, più facilmente, in linea col Vescovo ipocrita prenderanno le distanze e ti crocifiggeranno a uno dei due lati per non aver certamente dato lustro all’immagine dell’Arma ? Ti sei reso strumento della scelleratezza di uno dei tanti #Sindaci malati di protagonismo che in questo periodo tragico e triste stanno dando il “meglio” di sé, affetti dalla sindrome dello SceriffoDiNottingham, sotto la tirannia del #PrincipeGiovanni di turno.

Te lo dico con affetto, caro Cugino: hai sbagliato e spero che te ne sia reso conto.
Non ti conosco, non so quale sia il tuo percorso professionale, ma posso dirti (senza alcuno spirito paternalistico, a quasi 58anni di età dei quali 36 trascorsi in #GiaccaBlu) che il tuo eccesso di zelo è assolutamente censurabile.
Se ancora non l’hai fatto, ti suggeriamo di leggere questo articolo di @vitalbaa, la dottoressa Vitalba Azzollini (non certo l’ultima arrivata) sulla pessima situazione che si è venuta a creare: “Dalla pandemia allo Stato di polizia”.

Potevi agire in modo più opportuno, con la sensibilità che è sempre più necessaria in questo periodo in cui la gente sta soffrendo per il confinamento al quale è (come anche noi) costretta causa provvedimenti governativi nei confronti dei quali personalità di caratura come persino il professor Augusto Sinagra e il professor Sabino Cassese hanno mosso critiche forti addirittura per la loro dubbia costituzionalità.
Certo, noi non siamo chiamati a fare valutazioni di questo tipo, ma a eseguire, a far rispettare le norme; ma anche tu ben saprai che dove queste ultime non arrivano deve necessariamente subentrare il buonsenso.
E tu, caro Cugino, in questa circostanza il buonsenso l’hai lasciato sul sagrato di quella Chiesa; male, molto male.
E non vale solo per te, intendiamoci, vale per tutti Noi delle #ForzeDiPolizia che ci stiamo giocando buona parte della nostra credibilità, vale per me soprattutto e per tutti i miei fratelli in #GiaccaBlu.
Il tuo é solo un esempio, forse il più eclatante per il contesto particolare, l’esempio dal quale ho voluto prendere spunto, ché ormai troppi cominciano ad essere gli episodi in cui vengono segnalati comportamenti poco (o troppo ?) ortodossi (già commentati in questo nostro sito web).
Tutto al netto di certi atteggiamenti provocatori e insensati di chi é evidentemente refrattario e allergico geneticamente alla sola idea di essere sottoposto a un normale, ordinario controllo di polizia in tempi normali e che in questo periodo ci sguazza starnazzando ad ogni piè sospinto peggio delle oche del Campidoglio, urlando :#AbusoDiPotere !
Noi non siamo i cani da guardia del Potere, ma una delle colonne portanti della Repubblica democratica alla quale abbiamo giurato fedeltà !
Certe pratiche, lasciamole ad altri: (Phastidio.net)
Ma lo Stato di polizia è anche il risultato del protagonismo di amministratori locali i quali, non osservando i limiti di legge ai loro poteri – in particolare, di sancire misure più restrittive di quelle nazionali solo per «specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio
sanitario» – hanno continuato ad alzare l’asticella delle restrizioni a libertà e diritti: dal “tassametro sul carrello” del supermarket, alla puntuale fissazione degli importi della spesa,
alla sanzione della “quarantena” anche a non infetti, al divieto consegne a domicilio ecc., fino ad arrivare alla ipotesi di chiusura dei confini regionali, in spregio alla norma costituzionale (art. 120, c. 1) in base a cui la regione non può ostacolare «la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni». E le forze dell’ordine si sono adeguate allo stile da “sceriffo” degli
amministratori locali, facendo perquisizioni nelle buste della spesa per verificare la necessità degli acquisti o, al contrario, irrogando multe senza nemmeno considerare la necessità dello spostamento. Allo Stato di polizia hanno pure contribuito quei Tar che, anziché stroncare iniziative “sceriffesche”, frutto di incursioni di presidenti di regione e sindaci in ambiti non di loro pertinenza, ne hanno spesso confermato le ordinanze in sede di azione giurisdizionale da parte di cittadini (talora con una sorta di copia-incolla di decisioni precedenti, anche a fronte di un quadro normativo mutato dopo il d.l. n. 19/2020).Lo Stato di polizia è pure l’effetto di un Governo che ha drammaticamente abdicato non solo al ruolo di cui è investito per la gestione dell’emergenza sanitaria ma anche alla tutela dello Stato di diritto, rinunciando a impugnare ordinanze regionali (o ad annullare ordinanze sindacali) emesse – come detto – in violazione
della legge. Eppure, il Governo era partito lancia in resta con l’impugnativa al TAR dell’ordinanza delle Marche che a fine febbraio aveva chiuso le scuole della regione. Parimenti apprezzabile era stato l’annullamento dell’ordinanza del sindaco di Messina, che prevedeva apposite autorizzazioni e altro per poter attraversare lo Stretto.Lo Stato ha abdicato anche ai poteri di cui dispone per espressa previsione costituzionale. A questo riguardo, è utile un inciso, dedicato a chi dice che sarebbe servita la “clausola di supremazia” prevista dalla riforma costituzionale del 2016, bocciata con referendum, poiché tramite essa lo Stato sarebbe potuto
«intervenire in materie non riservate alla legislazione esclusiva», a «tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero …dell’interesse nazionale»

Dalla pandemia allo Stato di Polizia


TB -Ideatore e Fondatore di Poliziotti.it