“Giuro di essere fedele alla Repubblica”


Giuramento Scuola di Polizia di Spoleto

Di osservare lealmente la Costituzione e le leggi dello Stato, di adempiere ai doveri del mio ufficio nell’interesse dell’amministrazione per il pubblico bene Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana.

Questa è la formula del nostro Giuramento. Mi ricordo quando gridammo tutti insieme, schierati allo Stadio dei Marmi “lo giuro”. Fu un lampo, un tuono, un brivido lungo 34 anni.

Oggi come mai accaduto prima, mi pesa. Ho giurato fedeltà alla Repubblica, alla Costituzione, alla Libertà e invece mi trovo ad andare contro tutti questi principi. Cerco una spiegazione, la pandemia, si ok, ma in un momento così difficile e duro per ognuno di noi, io che faccio ? Invece di essere vicino ad ogni cittadino mi devo incarnare in un boia ! Sappiamo tutto, non dobbiamo uscire se lo facciamo con le cautele delle protezioni, evitiamo uscite inutili, d’accordissimo, ma “controllare” la vecchia signora che va a fare la spesa con il carrellino ? il ragazzo che non resiste a casa e si inventa un qualcosa per muoversi ? chi fa jogging ?? CHI FA JOGGING????? Un bambino in un parco !!! No perdonatemi non ho fatto il Poliziotto per questo.

A 20 anni o poco più ero su una pattuglia della Polizia Stradale a raccogliere morti a confortare persone a rilevare incidenti su strade impossibili e mortali. A 24 ero in Aspromonte a cercare Cesare Casella, Carlo Celadon, latitanti, assassini,  ore e ore in mezzo alle montagne, giornate intere, nottate passate con giubbetto antiproiettile, visore notturno, mitra e un paio di caricatori a camminare con la sola luce delle stelle.

Infiniti turni di Volante tra i mille mila milioni di problemi delle persone, tra rapinatori, ladri, assassini, stupratori, pazzi, sciroccati, psicopatici, ubriachi, drogati, senza tetto, disperati e abbandonati.

Mai un secondo ho messo in dubbio quel “lo giuro”, anzi, tante volte mi ha spronato a fare quel qualcosa in più, l’ho giurato devo farlo.

Oggi no. Un decreto, poi un altro, poi un altro ancora, si può uscire non si può uscire, si può uscire ma non sempre, nessuno può uscire tranne chi può uscire. Non entro nel merito delle scelte politiche e tecniche, voglio guardare ciò che mi spetta come Poliziotto, come cittadino e soprattutto come uomo. Ho giurato fedeltà ad una cosa reale, ho giurato di osservarla lealmente, una Costituzione chiara quanto basta, alla Costituzione prima di tutto.

Una vita a correre dietro a delinquenti e oggi devo controllare e sanzionare chi fa jogging, chi sta al mare, chi dice Messa, chi fa una grigliata !!!!!

No mi dispiace, non ci sto. Qualsiasi sia la motivazione, non siamo sulla strada giusta, non servono costituzionalisti, serve solo una normale dose di buon senso e di amor proprio.

Purtroppo la cronaca ci riprende  soltanto quando siamo integerrimi, siamo un bersaglio ideale in ogni occasione e anche noi, spesso siamo bravi a dare un mano a chi ci denigra costantemente.

Ma stando sulla strada so che non è così, so che nella stragrande maggioranza dei casi c’è comprensione, umanità e tolleranza ma sempre lontano dagli occhi di chi magari vorrebbe solo “risultati” da rivendere per una bella e sfavillante carriera.

Torniamo ad essere Poliziotti, di quelli del famoso motto che diceva “Polizia tra la gente”, è un momento durissimo per tutti, non rendiamolo peggiore, in considerazione poi del fatto che il peggio dovrà ancora arrivare e in quel momento raccoglieremo ciò che abbiamo seminato.

Poliziotti.it