01-L’arte della vita


di Daniela Schiarini

Mentre la vita scandisce le sue ore definita da turni di lavoro stressanti, sfiancanti, qualche volta anche gratificanti come può esserlo il piacere di bere un calice di Lambrusco in compagnia, si fa strada in un poliziotto un mondo sconosciuto che spesso fonde la realtà con l’irrealtà e non trova traduttore capace di farne lettura degna.

“L’Abbraccio” di Klimt

Così mandi giù il disagio e la sofferenza che questa vita affonda nell’altra, quella delle gioie che, anche se poche, scaldano il cuore sottotono perché non si faccia rumore.

Lo guardavo seduto alla sua scrivania avvolto in una nuvola di fumo al punto che mi riusciva difficile quasi tratteggiarne i lineamenti. Come da incanto, quel fumo della sua sigaretta sembrò iniziare a danzare nell’aria con quello del mio caffè forse per dipingere forme e sfumature.

“Manca solo l’incenso!” – gli dissi sorridendo per spezzare quell’innaturale silenzio.
“Eh sì” – rispose Davide con voce appena sussurrata.

La danza del fumo nell’aria era finita e speravo che, dissoltosi, questi portasse via pure i suoi pensieri che avevo visti tutti in quel tono di voce appena sussurrato.
La giacca della divisa gli andava un po’ stretta, il corpo cambia e spesso non lo si accetta, ma i suoi occhi erano sempre quelli di quando dentro ci vidi un ragazzo carico di sogni che aveva dovuto abbandonare sul ciglio di una strada quel che era per diventare quel che la strada inevitabilmente trasforma.

“Mi fa piacere rivederti, sei sempre bella e io sempre più incasinato…” – tentò di dirmi accennando un sorriso. Gli ricambiai il sorriso, era l’unica cosa di me che non gli avevo mai negato…

Seduta di fronte a lui, alla sua scrivania, tesi la mia mano sinistra per raggiungere la sua, ferma su una pila di documenti e allora Davide, che non mi aveva ancora guardata dritta negli occhi, alzò lo sguardo e mi disse:

“A te non c’è stato mai bisogno di dire nulla…hai sempre capito tutto di me…”

“E’ vero, ho sempre scoperto quel che dovevo sapere, per esserti vicina” – gli dissi in quel fermo immagine di mani.

“Sapere che ci sei mi fa sentire meno solo” …

La notte di quel giorno Davide ricevette questo messaggio da lei:

“Ci sono notti solitarie come questa, notti assurde dove la vita si gioca ai dadi, dove il cuore crede di non avere più battiti da poter pulsare, perché troppi ne ha scanditi nel vortice del dolore… eppure quando tutto sembra perduto, all’orizzonte compare un angelo, che non ha ali, se non quelle dell’anima sua, che planano nel gioco della fantasia.
Ci sono notti in cui l’unica vera compagna è la solitudine e siamo talmente soli, che /’abbracciamo per avvertire una flebile tenerezza…
…è in queste notti che un angelo appare accanto a te e tu lo vedi, ne scorgi il sorriso e ne conservi il segreto, unico patto affinché lui ritorni.
Ci sono notti in cui pensi di non essere un eroe, ma di essere piccolo e impaurito, tremante per il
freddo che quella solitudine ti ha lasciato, dopo che l’hai abbracciata…
… in quelle notti arriva da te un angelo, si avvicina e già solo il suo sguardo è capace di rasserenarti… ti prende le mani e tu inizi ad avvertire calore………….. “

Continuerà…