Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.


Il “Collega” Marco ci saluta cosi.

Quante volte, durante il giro di pattuglia o un servizio di ordine pubblico,  siamo stati avvicinati da qualche bambino curioso o da qualche ragazzo speciale irrimediabilmente attratto dalle luci dei lampeggianti o dalla radio gracchiante ? Quello che ascoltate nel file audio è il saluto di Marco, un nome di fantasia per un ragazzo veramente speciale, da sempre attratto da tutto ciò che è la Polizia e i Poliziotti, oramai  “collega” acquisito e coccolato dai tanti che lo conoscono e lo amano. Se ripenso a quante volte ho fatto salire sulla Volante ragazzi e bambini speciali, ho acceso lampeggianti, sirena, li ho fatti parlare per radio, che gioia i loro occhi lucidi e increduli. Una mattina ero in un bar all’interno di un ospedale, mi si avvicina un uomo un po’ imbarazzato, “scusi, sa mio figlio stravede per i Poliziotti però si vergogna un po’”, dopo aver rotto il ghiaccio con il ragazzo, al momento di salutarci ho staccato dalla mia spalla lo scudetto e gli ho detto “tieni prendilo è tuo”,  il ragazzo è rimasto impietrito, “ma lo puoi fare? “ mi ha domandato, tenendolo in mano come fosse una reliquia? Certo che posso, stai tranquillo.

In un Paese dove la politica non è più confronto o anche scontro fra idee e progetti, ma una gara a chi fa la battuta ad effetto più efficace contro lo schieramento opposto, ecco che il Ministro della Pubblica Istruzione Azzolina si scontra fra le sue affermazioni “gli alunni con disabilità sono una priorità assoluta del ministero” e la realtà.
Anche quest’anno migliaia di alunni con disabilità, al suono della campana del primo giorno di scuola si troveranno senza il docente di sostegno specializzato, vedranno i loro diritti palesemente lesi, e in un anno che si prospetta complicato per chi disabilità non ha, figuriamoci cosa sarà per chi le ha.
L’anno scolastico precedente li ha visti particolarmente sottoposti a dura prova nella lunga fase d’isolamento e di distanziamento, senza relazione educativa giornaliera, di contatti interpersonali, di esperienze mirate al loro sviluppo ed accrescimento personale e didattico, che rappresentano le fondamenta per l’integrazione e l’inclusione nella scuola.Termini usati ed abusati dai politici in ogni sede, dalla TV ai quotidiani, dai social o in campagna elettorale, per giustificare e richiedere questi diritti agli immigrati, che si trovano a vario titolo nel nostro Paese, che stranamente vestiti sui disabili non solo non ricevono lo stesso peso ed importanza, ma c’è proprio un buco nero fatto d’invisibilità. Una “sensibilità” ad intermittenza, come le luci natalizie non é sensibilità ma ipocrisia. O di é srnsibili ed allora lo si é per tutti con la stessa importanza o non é.
Lo dimostrano i fatti, poiché nessuno di essi grida allo scandalo in TV o scende in piazza indignato perché non uno, non due, ma migliaia di alunni con disabilità non hanno e non avranno il docente di sostegno specializzato, o perché frequentano con orari ridotti o, ancora, con l’aiuto di un docente che specializzato non é e che quindi non ha cognizione di come intervenire nei vari tipi di disabilità in maniera adeguata, mirata, creando disagi, suo malgrado, quando non addirittura danni o regressioni che si cerca di tamponare grazie ai genitori che fanno da ponte per cercare di limitare danni. Nessun alunno normodotato si vede privato di ore di lezione all’avvio dell’anno scolastico, ma sembra normale che per il disabile lo debba essere. Stesso problema si presenta per gli educatori troppo pochi, per cui si devono barattare le ore per cercare di garantire un minimo di servizio a più alunni possibile, e non secondo i bisogni effettivi di ogni alunno con problematiche. Va da sé che il diritto alla continuità didattica, fondamentale per ogni alunno che fa un percorso formativo, figuriamoci per un disabile, é anch’esso leso puntualmente. La mancanza di organico impone l’instabilità della figura di riferimento più importante ed ancor più grave l’impossibilità di poter costruire un progetto con obiettivi a lungo termine. Un percorso di crescita e miglioramenti possibili che viene ostacolato e leso in nome di cosa? Di disattenzione? di incapacita? di strumentalizzazione come abbiamo visto questi giorni con i politici scandalizzati perché hanno un scoperto che bambino autistico resterà a casa per mancanza di docente di sostegno soecializzato? Più onesto sarebbe abbassare tutti la testa, fare una pausa di riflessione e chiedere a sé stessi: ma io cosa ho fatto perché questo non accadesse in questi anni? Cosa non ho detto che andava urlato? Dov’ero io mentre accadeva questo ogni inizio di anno scolastico per migliaia di alunni disabili?
Paradossalmente bisogna ringraziare il Covid-19 per aver fatto emergere questa criticità ai più, con la consapevolezza che tornerà prestissimo sotto silenzio e nell’indifferenza di una politica strabica, che vede l’inclusione e l’integrazione solo in una direzione.

Tante lotte per i diritti sono state vinte con lacrime e sacrifici negli anni da parte dei genitori, che mai si arrendono, delle associazioni e di docenti e dirigenti che amano il loro mestiere, ma tantissimo c’è ancora da fare, perchè non siano dei colpi di fortuna certi inserimenti a scuola ma che si arrivi ad essere la norma in tutte le scuole. Quando tutti capiranno che un disabile nella scuola é una risorsa arricchente e non un problema, si accorgeranno anche che le scuole funzionano meglio per tutti grazie a loro, perché significherà che l’istituzione scolastica é attenta alle esigenze di tutti gli alunni con maggior competenza e sensibilità per favorire inclusione e integrazione.
Auguri a tutti i genitori di disabili per quest’annata scolastica “speciale” in tutti i sensi, che ci richiederà una dose di forza e di coraggio in più; ma soprattutto auguri di buona scuola a tutti i piccoli ma grandi guerrieri, i veri combattenti a dispetto della patologia, degli ostacoli architettonici, mentali, sociali e delle istituzioni.

Lo Staff Poliziotti.it