Alfredo Zavala Avelar (El Piloto)


Oggi vi voglio parlare di #KikiCamarena, un agente della #DEA che nel 1985 fu sequestrato, torturato e alla fine ucciso in Mexico da un gruppo di criminali, massimi esponenti dei Càrteles del Narco.
Quelli dell’allora dominante #CàrtelDeGuadalajara.

A quel tempo non ero ancora in #Polizia, ero in attesa di essere convocato per le visite mediche e i test psicoattitudinali per l’arruolamento.
Ma avevo ottime ragioni per interessarmi a certe vicende.*

Enrique S. Camarena Salazar detto #Kiki aveva inflitto un durissimo colpo ai narcos mexicani, particolarmente a #Rafael Caro Quintero.

Grazie alle sue indagini, alla sua perseveranza (per alcuni stupida, insensata e inopportuna cocciutaggine) aveva individuato una enorme coltivazione di marijuana e “costretto” le Autorità mexicane a intervenire per distruggerla: circa mille ettari !
Un danno economico incalcolabile.
Un affronto imperdonabile.

Secondo l’ultima inchiesta giornalistica, il docufilm miniserie #TheLastNarc (che personalmente ritengo un ottimo lavoro), il sequestro e l’assassinio di #KikiCamarena non fu (solo) un’iniziativa dei capi del Càrtel di Guadalajara ma una “necessità” per varie e diverse “componenti” di un sistema strutturato e collaudato.

Si tenga presente che all’epoca i Càrteles mexicani erano ben lontani dall’acquisire il controllo del traffico internazionale di cocaina: in quel campo erano i colombiani, il #CartelDeMedellìn di #PabloGaviriaEscobàr e soprattutto di #JoséGonzaloRodríguezGacha alias “el Mexicano” (il vero leader) a dominare, ma cominciavano i primi contatti tra i due grandi gruppi criminali.

Se vi state chiedendo il senso di queste righe, presto detto: rendere onore a #AlfredoZavalaAvelar, il pilota elicotterista del #DipartimentoMexicanoAgricultura, anch’egli sequestrato, torturato e ucciso; senza la sua collaborazione, la DEA o, meglio, #KikiCamarena non avrebbero mai potuto individuare l’immensa piantagione poi distrutta.

Infatti, fu proprio #AlfredoZavalaAvelar a condurre in volo più volte l’agente della #DEA e grazie a quei individuarono l’ubicazione dell’immensa piantagione.

Apodado #ElPiloto pagò a caro prezzo la sua onestà, ma è come se non fosse mai esistito.

E particolarmente in memoria di Alfredo Zavala Avelar, El Piloto (y nada màs): un pò come quando si parla dei Poliziotti vittime del dovere come “gli uomini della sua scorta”.

Ecco, un appunto, un rilievo che mi permetto di fare ai produttori di #TheLastNarc è di aver perso una grande occasione per ricordare un grande uomo come #ElPiloto.

Tore Baiocchi, Poliziotto

*Mio padre dopo anni di vita lavorativa trascorsi in Africa (Zaire, Congo Brazzaville), proprio nel 1985 fu destinato in Colombia, proprio a #DonMatias, nel dipartimento di Antioquia, territorio di Escobàr, dove il potere minaccioso del #CàrteldeMedellìn si respirava quotidinamente.
Più volte sequestrato e/o minacciato dai guerriglieri del #FARC e del #M19.
Funzionava così: dopo la mezzanotte “bussavano” alla sua porta, gli piantavano la canna di un AK47 in faccia e lo “convincevano” a seguirli.
Lo rilasciavano solo dopo aver ottenuto il pieno di carburante attingendo dall’impianto del cantiere.
Non di rado gli lasciavano un “souvenir” stampato in volto, a futura memoria.
Sfrutto a mio uso e consumo, col permesso dello Staff di poliziotti.it, questo spazio per raccontare (anche) un pezzo di storia di vita personale, familiare.
Don Carlos, com’era chiamato dai suoi collaboratori, trascorse diversi anni in quel luogo, gli anni in cui #PabloEscobàr mise la Colombia in ginocchio con la sua folle, criminale strategia narcoterroristica.
Approfitto per ringraziare tutti quelli che decisero di proteggere mio padre, persino suoi (ex) collaboratori venezuelani (uno dei quali, oggi anziano, ancora mi scrive per chiedere come va); lui che oggi in #Venezuela sta soffrendo la fame quella vera.