Zone Rosse per te, ho violato stasera !!! Storia semiseria di fate, angeli, gnomi e DPCM.


Ogni riferimento a persone, fatti, luoghi è puramente casuale, nulla di quanto di seguito narrato è reale, tutto è solo frutto di una fervida e a tratti infernale fantasia.

Tutto ha inizio in una notte di fine autunno, quando improvvisamente, stanco e vessato dall’artefatto mediatico, ridondante  e martellante messaggio di restare a casa ho seguito la luce, la luce del garage. La vecchia auto oramai rassegnata ed assonnata quando mi ha visto con quello strano sguardo ha avuto un attimo di smarrimento, poi incredula ha spalancato i fari nell’ esatto momento in cui aprivo inequivocabilmente la porta del garage. Non sta scherzando si esce davvero ! Avrà pensato tra i suoi iniettori. E infatti in un baleno siamo fuori !

Si parte ! L’immutabile cielo stellato pare disinteressarsi al colore della mia zona, a me pare sempre la stessa, ma qualcuno l’ha dipinta di rosso, eppure non vedo nulla di rosso, magari più avanti chissa !!!

Erano giorni che pensavo e ripensavo a questo momento, la mia fata mi aveva mostrato il colore del cielo, del mare, delle montagne e delle valli nebbiose. Gli angeli mi avevano mostrato la grandezza del cuore e la profondità dell’anima. L’unico che non era d’accordo era un DPCM, un tale venuto dal nulla, un ignoto figuro senza volto che pareva non respirare mai.  Il tale, non invitato da alcuno, ha iniziato a scrivere e scrivere, ho contato nell’ultimo suo scritto 13.666 parole e fra tutte queste 13.666 parole non compare mai la parola “persona” e tantomeno  “persone”, se poco gli importa di una figuriamoci di due o più !

Ma la parola persona compare spesso nelle mie considerazioni e quindi caro il mio DPCM non seguirò le tue inutili 13.666 parole.

Di zona rossa in zona rossa corro ad abbracciare un vecchio e saggio amico, non c’è nulla di rosso o di arancione o giallo, la strada scorre come sempre forse anche più rapidamente. 

Improvvisamente, mentre la fantasia si librava nell’aria umida e fredda della notte una rifrangente rossa paletta  accarezzava l’aria di fronte all’irrequieta e scalpitante auto.

Gli uomini in una uniforme piuttosto locale mi interrogavano : “Chi siete? … Cosa portate? … Sì, ma quanti siete? … Un fiorino!”.  No No No quella è un’altra storia !

Hanno l’aria di chi conosce 13.666 parole a memoria e non c’è la parola “persona” e io sono una persona !! Dove sta andando ? una domanda trabocchetto, la fata me lo aveva fatto capire che avrei potuto incontrare gnomi dispettosi. Con l’accento svedese di fantozziana memoria cerco di convincerli di abitare a poca distanza. Ci cascano, ma da li scatta la seconda infida e tremenda domanda.” Da dove viene?” . AAAGHHH!! per fortuna gli angeli mi avevano ceduto un pizzico della loro ingenuità, “vengo da Piullà son stato là per poi venir qua”.  I due energumeni si interrogano se Piullà è sempre qua e dopo un consulto si convincono di si ! Abbia pazienza ma noi veniamo da Piussù e non conosciamo questo comune !

Gli uomini che controllano che tu non esca dal comune sono proprio fuori dal comune !!!

Chiudo il finestrino e parto e li lascio allocati nello stesso loco che si interrogano sulla possibilità di multarsi a vicenda.

Il tempo della chiusura è finito, finalmente ci si riabbraccia e ci si riscalda.

La notte è sempre complice dei cuori impavidi.

Di zona rossa in zona rossa ripercorro le meravigliose strade di una terra mai doma,  con le fate e gli angeli nel cuore e con 13.666 inutili parole perché l’unica che conta non ci sta scritta.

Soddisfatto e felice mi addormento sognando di aver violato un mucchio di inutili parole nel nome di pochi e insostituibili valori.

Lo Staff Poliziotti.it